Legnano Via Giacomo Matteotti

Ecco il primo "Daspo urbano" firmato dal Questore di Milano

“Colpito” un mendicante

Per quattro mesi non potrà più avvicinarsi a quel parcheggio e alle strade limitrofe. Dopo le multe, i richiami e gli allontanamenti, polizia locale e polizia di Stato hanno deciso di passare alle “maniere forti”, anche per ripristinare la sicurezza e la tranquillità. 

Il Questore di Milano, Marcello Cardona, ha firmato lo scorso 31 luglio il suo primo “Daspo urbano”, il provvedimento amministrativo “creato” dal decreto Minniti per la sicurezza che scatta soltanto - ci ha tenuto a sottolineare proprio Cardona - per “motivi di tutela di sicurezza pubblica". 

Primo Daspo urbano a Legnano

A essere colpito è stato un cittadino nigeriano di ventinove anni - con precedenti denunce per resistenza a pubblico ufficiale, rissa e maltrattamenti in famiglia - che nell’ultimo periodo aveva scelto un parcheggio di via Matteotti a Legnano per chiedere soldi ai cittadini che lasciavano lì la loro auto. 

Gli agenti della Locale, che hanno richiesto "l'intervento" del Questore, lo hanno tenuto d’occhio per tre mesi e a suo carico avevano già emesso tre provvedimenti di allontanamento - tutti di quarantotto ore -, tre multe - tutte da 166 euro e mai pagate - per “accattonaggio molesto” e “divieto di stazionamento”.

Il ventinovenne, secondo quanto accertato dalle indagini degli uomini diretti dal comandante Davide Ruggeri, si appostava nei pressi del parchimetro e avvicinava le persone - parole del capo dei vigili - “in maniera insistente ed intimidatoria”. A finire nel suo mirino erano soprattutto donne sole o anziani, che - anche per paura - spesso cedevano alle richieste di soldi. 

Legnano, Daspo urbano a un mendicante

A quel punto, dopo i primi provvedimenti, la polizia locale ha chiesto al Questore - che ha accettato - di procedere con il Daspo, notificato al ventinovenne il 2 agosto.

Per quattro mesi - il massimo previsto è sei mesi -, l’uomo dovrà stare lontano dalle vie Matteotti, Gilardelli, Tosi, Europa, San Domenico e Sturzo.

Nel caso in cui il ventinovenne - che è in “trattazione” per il rinnovo del permesso di soggiorno - non rispettasse il provvedimento, per lui scatterebbe una denuncia a piede libero. 

Daspo urbano: tutte le richieste a Milano

Dall’approvazione del decreto Minniti, ha reso noto la Questura di Milano, al Questore sono arrivate già quarantasette richieste di Daspo urbano: trentaquattro da Sesto San Giovanni - dove il nuovo sindaco Roberto Di Stefano ha giurato guerra a “mendicanti e clochard” -, dieci da Legnano, due da Milano e una da Arluno. 

"Le condizioni per l'emissione di un Daspo urbano - ha però ricordato Cardona - sono la pericolosità sociale delle condotte di chi viene proposto per il provvedimento e la reiterazione delle azioni. Altrimenti si rischia un'interpretazione impropria del Daspo, che deve essere sempre applicato in modo rigoroso da un punto di vista procedurale".  

"La condotta deve incutere timore nella percezione di sicurezza della gente - ha aggiunto Cardona -, non si può certo pensare di proporre l'allontanamento a gente che siede sulle panchine, a chi è poveraccio o fa l'elemosina senza dare fastidio a nessuno, o in base al colore della pelle”.

“Questo - ha concluso il Questore, riferendosi proprio al primo Daspo urbano emesso - è un provvedimento che incide sulla percezione di sicurezza dei cittadini”. 

Foto: l'incontro in Questura a Milano

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