Venerdì, 24 Settembre 2021
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I compagni non la vogliono in stanza: ragazzina disabile rinuncia alla gita

La vicenda portata alla luce dal MoVimento 5 Stelle regionale: "Una situazione di discriminazione e cyberbullismo"

Presa in giro e dai compagni ("Non la vogliamo"), soprattutto con le chat di Whatsapp, non andrà in gita. E' la denuncia dei genitori di una ragazzina disabile (anche se perfettamente autonoma) che frequenta una scuola secondaria di Legnano, che si sono rivolti al Provveditorato e al ministero, e ai Grillini in Regione.

Secondo l'accusa, i compagni di classe della ragazzina, hanno raccontato i genitori, via Whatsapp si erano spediti una serie di messaggi spiegando che nessuno la voleva in camera e voleva dormire con lei. "Ci dareste una responsabilità troppo grande", si sarebbero detti nelle chat. I genitori hanno prima parlato con gli insegnanti e c'è stato un consiglio di classe. Hanno anche chiesto spiegazioni e incontri con i dirigenti. Ma la risposta che hanno avuto, hanno riferito, è stata una richiesta di pagare all'agenzia di viaggio una penale per la mancata partecipazione alla visita in un campo di concentramento. Così hanno iniziato a scrivere al Provveditorato, al ministero (che ha inviato una lettera alla scuola e per conoscenza a loro) perché "i ragazzi possono sbagliare ma l'importante è rendersi conto dell'errore e non continuare. Se tornano le leggi razziali - dice la mamma dell'alunna usando un paradosso - la cosa è giustificata. Ma se c'è uno stato di diritto chiedo che lo Stato faccia qualcosa".

La loro speranza era che gli insegnanti e i genitori riuscissero a far cambiare idea ai compagni di classe della ragazzina che "dal punto di vista fisico è autonoma - aggiunge il papà - frequenta gli scout" e anche nei giorni scorsi è andata a dormire in tenda senza problemi. Ma questo non è successo e invece hanno visto "offese gratuite" e affermazioni "che non stanno né in cielo né in terra". Una situazione di "discriminazioni e cyber bullismo", secondo la consigliera regionale 5 stelle Paola Macchi. "Quello di Legnano - dice - è un caso emblematico, purtroppo uno dei rari emersi in Lombardia che ci ricorda che il fenomeno sotterraneo del bullismo e della discriminazione verso bambini e ragazzi ritenuti ‘diversi’ dai loro compagni a scuola continua mietere vittime ed è lontano dall’essere risolto. In questo caso - aggiunge - la giusta e doverosa battaglia di due genitori coraggiosi ha ottenuto come risultato solo un ulteriore isolamento da parte dei compagni della ragazza".

La consigliera grillina, annunciando inizitive in Regione contro bullismo e discriminazione, ha chiesto che venga annullata la gita per tutti, "in modo che i ragazzi comprendano la profonda ingiustizia e disumanità del loro comportamento".

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