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La sede del comune di Legnano

La sede del comune di Legnano

Legnano: ex consigliere comunale lascia tutto in eredità al comune

L'uomo, senza eredi, ha deciso di donare tutti i suoi averi al comune di Legnano. Il sindaco: ««Mi ha colpito e commosso allo stesso tempo ricevere la notizia di questa eredità»

Nessun erede, se non il comune. Succede a Legnano dove un ex consigliere comunale e assessore della Dc, in carica dal 1951 al 1961, ha lasciato tutta la sua eredità a palazzo Malinverni.

Beni mobili e immobili di cui non è ancora stata fatta una stima approfondita, ma il cui valore si dovrebbe aggirare intorno a svariate migliaia di euro. Proprietà di cui l’amministrazione comunale legnaese nei giorni scorsi, attraverso una apposita delibera di giunta, è entrata formalmente in possesso.

L’ex politico, di cui si conoscono solo le iniziali: E.C., uscito di scena della politica locale cambiò residenza e si trasferì a Castelletto Ticino, sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Qui ha trascorso tutta la vita accanto alla sua compagna. Quest’anno, a pochi mesi di distanza l’una dall’altro, sono entrambi deceduti senza lasciare eredi. Comprensibile lo stupore degli amministratori legnanesi quando un notaio ha comunicato che il testamento di E.C. individuava nel Comune di Legnano l’unico beneficiario di tutte le sue sostante. 

Ad oggi non è stato ancora fatto un inventario dei beni, di certo si sa dell’esistenza di due appartamenti, uno a Castelletto Ticino e uno a Oleggio, con relativi arredi, oltre a diversi conti correnti di importo ancora ignoto. 

«Mi ha colpito e commosso allo stesso tempo – commenta il sindaco Alberto Centinaio – ricevere la notizia di questa eredità. Sapere poi che il defunto fu in anni lontani consigliere comunale e assessore attribuisce a questo gesto un significato ulteriore: sta a indicare lo stretto legame affettivo che E.C. ha mantenuto nel corso dell’intera sua esistenza con una città che ha contribuito ad amministrare per ben dieci anni nel periodo non facile della ricostruzione post bellica e dello sviluppo industriale. Legnano — conclude Centinaio — è grata a questo suo figlio per non aver dimenticato le proprie radici».

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