Legnano

Sindacato, "essere infermiere: più maldistomaco che soddisfazioni"

Sabato 12 maggio al liceo di via Gorizia a Legnano si è svolto un convegno, in occasione della giornata internazionale dell'infermiere, proprio sulla professione. Il sindacato, dal canto suo, ha messo in guardia i ragazzi

Presidio fuori dal liceo di via Gorizia

"Se vuoi una vita sociale dei fare i salti mortali, e scordati qualsiasi corso serale di capoeira o salsa o merngue, sarai più libero di mattina o il pomeriggio, ma gli altri lavorano, e anche a natale, capodanni e tutte le feste comandate, per farla breve 365 giorni l'anno, quando ti capita, ferie escluse", così il sindacato mette in guardia i giovani che si apprestano ad affrontare la carriera da infermieri o stanno valutando l'opzione tra tante strade del post maturità.

Sabato 12 maggio, in occasione della giornata internazionale dell'infermiere, al liceo di via Gorizia a Legnano si è svolto il convegno, promosso dalla regione Lombardia e dall'azienda ospedaliera di Legnano, proprio sulla professione.

Molti gli interventi che si sono susseguiti durante la giornata, ognuno dei quali ha affrontato un argomento, come, innanzitutto, come diventare infermiere e quali le possibilità lavorative. Tuttavia il sindacato ha le idee molto chiare anche su questo. 

"Essere infermiere ti darà tanti maldistomaco quanto soddisfazioni, sempre che tu abbia la fortuna di avere dei capi illuminati che ti permettano di essere un infermiere attento, competente e preparato, e non un'animale da soma. E.R., Grace Anatomy etc sono mistificazioni della realtà, difficilmente ti capiterà di fare un stereotomia d'urgenza a un maschio caucasico al quale una gang ha sparato. Se riuscirai a laurearti, verrai proclamato dottore in infermieristica, ma non potrai fregiarti del tuo titolo, che magari ti è costato sofferenza e sacrifici e sul tuo badge non ci sarà scritto che sei Dr, ovvero un professionista laureato, perchè sennò l'utenza si confonde", prosegue il volantino.

Occorre passione e dedizione come in ogni lavoro. "Si è infermieri per vocazione e non per sfuggire alla crisi che impera in ogni settore lavorativo e ha divorato migliaia di posti di lavoro, o almeno quelli più appetibili".

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