Lunedì, 14 Giugno 2021
Legnano

Hello Kitty e Topolino contraffatti. Sequestri per oltre 500mila euro

La guardia di finanza di Legnano ha concluso una vasta e complessa attività investigativa che ha portato al sequestro di oltre 30mila capi di abbigliamento contraffatti per un valore di oltre mezzo milione di euro

Comandante Morabito con maglietta di Hello Kitty falsa (foto Vilone)

Hello Kitty, personaggi della Walt Disney, i Simpson e molti altri sono i marchi contraffatti sequestrati dalla guardia di finanza di Legnano, coordinata dal comandante Domenico Morabito e dal capitano Michele Rucci, che ha portato a scoprire un giro di affari che interessava non solo la provincia di Milano, ma anche quella di Alessandria, l'Emilia Romagna, la Toscana e la Puglia.

L'operazione madre si chiama “Vento d’oriente”, partita nel giugno del 2011, ed ha messo a segno la confisca di 30mila capi tra felpe, magliette, jeans ed accessori per un valore che ammonta a 500mila euro. I capi confiscati vanno ad aggiungersi ai 300 mila che sei mesi fa diedero il via all'operazione "L'anno del Dragone" messa a segno il mese scorso.

Inoltre sono stati confiscati il plotter utilizzato per la produzione di nuove griffe in linea con i gusti del mercato sempre più esigente, oltre a 500 stampe adesive, computer ed l’autovettura per l’illecito commercio. Diciannove italiani e un cinese sono le persone denunciate in totale. Partendo dai venditori ambulanti nei mercati dell'Alto Milanese (Legnano, Vanzago, Magnago, Cerro Maggiore, Lainate, eccetera) si è risaliti fino alla filiera produttiva. Scoperte le due aziende, una nella Repubblica di San Marino e l’altra nel Barese, dedite alla contraffazione.

Spesso queste aziende oltre al mercato lecito per sopperire alle perdite si danno all’illegalità. Il distributore, un pregiudicato riminese 40enne, a cadenza settimanale ordinava la merce, circa 400-500 a ordine, che poi “piazzava” tra i banchi degli ambulanti. L’incasso era ingente perché dai pochi spiccioli, dai tre ai cinque euro, i capi erano venduti a quindici, venti euro.

Di certo non si tratta di guadagno in salute per gli acquirenti perché, se è vero che il risparmio rispetto ai capi originali è innegabile, le norme della Comunità Europea non vengono rispettata. I marchi CE obbligatori, che garantisco un'attenta valutazione prima dell’immissione dei prodotti sui mercati, anch’essi erano falsi. I giocattoli, la maggior parte manufatti cinesi, si spaccavano quasi subito con un grave danno per i bambini che potevano ingerire i piccoli pezzi.

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