Legnano

Mazzafame: un quartiere abbandonato a sé stesso

Giuseppe Marazzini, auto candidato sindaco, ha incontrato sabato i residenti delle palazzine ALER di via dei salici a Mazzafame denunciando una situazione vergognosa e lo stato di abbandono del quartiere

Giuseppe Marazzini che parla con la gente

Una situazione arrivata al limite della vergogna quella che devono sopportare, da oltre tre anni, i residenti delle palazzine ALER di via dei Salici nel quartiere di Mazzafame a Legnano.

A denunciarla è Giuseppe Marazzini auto candidato sindaco alle prossime elezione. "Sono stati presi degli impegni dall'amministrazione comunale e dall'ALER e non sono stati rispettati. L'ALER è diventato un carrozzone che fa finta di lavorare. Qui ci vuole qualcuno della Guardia di Finanza che controlli i lavori", dichiara all'incontro.

Gli impegni in questione sono i lavori del teleriscaldamento che ALER, come enuncia il cartello del contratto di quartiere abbandonato in un angolo proprio come si sente la gente, abbandonata. Nero su bianco c'è scritto che i lavori dovevano finire il 6/04/2010, ma non sono mai stati portati a termine.

Alcuni residenti accompagnano a fare un giro e ci si accorge che oltre il danno la beffa poichè basta addentrarsi tra le palazzine per comprendere l'emergenza e i disastri che i lavori hanno causato. Tubi, materiali di ogni tipo abbandonati e gettati, infissi delle finestre, porte scardinate, voragini nei muri da cui passano i topi e pilastri che si scrostano al solo tocco e scoppiano perchè il ferro non è stato trattato precedentemente. (ecco tutte le foto pubblicate sulla pagina di Facebook)

"E' vergognoso. Non c'è disinfestazione. Siamo arrivati al punto che non ce la facciamo più. Stavamo meglio prima che i lavori iniziassero. Tutto era pulito".

"Tutti gli appalti li fa ALER, ma non abbiamo mai visto un'impresa seria che facesse un bel lavoro. I serramenti alle finestre non sono stati sigillati e dobbiamo farlo noi. Prima di iniziare i lavori non hanno fatto rilevamenti alle tubature che sono vecchie e per questo scoppiano e creano danni che noi dobbiamo rimediare." Le palazzine sono state costruite circa 35 anni fa.

"Ci hanno rimesso le caldaie, ma non nuove, ma quelle che hanno gettato quando sono venuti a togliercele. Ora dobbiamo fare revisione e sistemarle a nostre spese. Hanno rifatto i tetti, ma alcuni devono mettere i secchi perchè piove dentro".

"Lo sa che nell'affitto ci fanno pagare la pulizia del verde?Guardi le sembra giusto?Ci sono dei bambini e si possono fare male anche seriamente. Non è igenico per loro". In più: "Abitano degli invalidi e non ci sono le barriere architettoniche, non c'è uno scivolo, niente".

Il teleriscaldamento è arrivato ad una sola palazzina, circa 50 appartamenti su tutto il comprensorio di 160, ma la loro situazione non è migliore di quelli a cui non è arrivato. La prima famiglia, composta da madre padre e tre figli  di cui il più piccolo di 4 anni, ad avere il teleriscaldamento, lavori che risalgono a un anno fa, è da quel periodo l'acqua calda arriva parzialmente, i tubi della caldaia sono di seconda mano, obsoleti e su cinque caloriferi ne funzionano tre. "Abbiamo fatto l'inverno senza calorifero in bagno".

Un'altra famiglia, anch'essa ha il nuovo impianto è senza acqua calda da tre mesi e mezzo. "Dopo 10 giorni non arrivava più acqua calda. Quando mio figlio torna dal lavoro e vuole farsi il bagno gli scaldo l'acqua".

Presenti all'incontro di sabato il comitato, formato dalla gente che abita quelle palazzine e che si incontrano per discutere delle problematiche e per trovare delle soluzioni comuni. "A noi del comitato non ci ascoltano, ma dove sono le istituzioni?il sindaco?Lo abbiamo invitato tante volte ed è venuto solo una volta".

Anche il "laboratorio del quartiere di Mazzafame" era presente ed è nato con lo scopo di promuovere attività e fare proposte per rendere il quartiere più accogliente e "appetibile" perchè i commercianti aprino le loro attività commerciali a Mazzafame.

"Qui non abbiamo niente nè negozi e il primo alimentari è a 3-4 km, il cimitero a 4 e per andarci dobbiamo prendere 4 pullman. C'è il circolo, nato per gli anziani, ma è frequentato da giovani che si ubriacano e abbiamo paura ad uscire".

Un quartiere che sta a cuore a Giuseppe Marazzini giunto in quel luogo per dar loro voce e per spronarli a stare uniti, cosa non facile perchè la gente si sente abbandonata, è stufa di gridare e la pazienza è esaurita.

 

 


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