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Martedì, 17 Maggio 2022
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Livia Pomodoro fa marcia indietro. Si attende mercoledì 18 gennaio

Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, ha anticipato a oggi il trasferimento dei fascicoli dalle tre sedi distaccate prima del pronunciamento del Tar, ma è costretta a fare marcia indietro

La fretta non è una buona consigliera si pensa. E’ quello che è accaduto oggi, intorno alle 13, nelle tre sedi giudiziarie distaccate di Legnano, Rho e Cassano D’Adda che si sono visti mandare da Milano i camion per la raccolta e il trasferimento dei faldoni delle cause civili diretti al tribunale del capoluogo lombardo. Camion che hanno fatto dietrofront.

La stessa Livia Pomodoro, presidente del tribunale di Milano, aveva preso la decisione di chiudere le tre sedi in favore di quella centrale scatenando le ire degli avvocati, dell’Alia (Associazione legnanesi in associazione) e del comitato per il decentramento della giustizia di Cassano, Rho e Legnano, ha dovuto fare marcia indietro.

Il blitz, se così lo si vuole intendere, è stato fulmineo, eclatante e un vero colpo di mano, così è stato definito, perché si è voluto anticipare il responso del Tar che avverrà il 18 gennaio, data in cui si capirà se l’emendamento di accentramento della giustizia verrà sospeso o no. Ieri Franco Brumana, presidente del comitato, aveva scritto al sindaco di Milano Giuliano Pisapia per bloccare l’operazione, oggi è stato fatto ulteriore ricorso che aggiunge agli altri tre.

La cinquantina di avvocati che nella sede di Legnano era presente per assistere al momento del trasferimento ha fatto un sospiro di sollievo. Per ora i 200-300 fascicoli, quantità che avrebbe dovuto essere caricata sul camion e che rappresenta il 10% dei 6000 fascicoli delle cause civili totali, sono salvi.

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