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«Questo matrimonio non s'ha da fare», poi il dietrofront del municipio e l'unione civile

Il comune di Legnano ha suggellato l'unione di due donne, le stesse a fine agosto si erano lamentate che Palazzo Malinverni non volesse riconoscere formalmente la loro relazione

A fine agosto il municipio di Legnano aveva chiuso loro le porte in faccia: nessuna unione civile per due giovani donne omosessuali. Nelle scorse settimane è arrivato il dietrofront e nella mattinata di venerdì 23 settembre è stata celebrata la cerimonia.

«Per esplicita richiesta delle interessate — spiega il municipio in una nota — la funzione si è svolta in modo estremamente riservato alla presenza dei soli testimoni e di un paio di amici». 

È la prima volta che a Legnano viene data attuazione a quanto previsto dalla Legge Cirinnà. La prima, non l'ultima, dato che altre tre coppie sono in attesa di suggellare la loro unione. Non solo: nei giorni scorsi è arrivata anche una domanda di riconoscimento e trascrizione nel registro comunale delle unioni civili di una coppia italiana che si era sposata in Spagna. 

A oggi nel registro comunale, entrato in vigore il 2 gennaio 2014, sono iscritte 13 coppie, 4 omosessuali e 9 etero.
 

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