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Gli ex bagni di via Esterle

Gli ex bagni di via Esterle

Moschea, scontro in zona 2 su via Esterle

Fi e Lega: "Maggioranza non vuole discutere le nostre mozioni". Sel: "Non è vero, ce ne siamo andati solo perché non funzionava il riscaldamento. Discuteremo nella prossima seduta"

Polemiche in consiglio di zona 2 sulla futura - possibile - moschea di via Esterle (zona via Padova). Gli ex bagni pubblici, struttura da tempo abbandonata, sono entrati nel novero delle tre aree che il comune di Milano intende destinare a luoghi di culto, senza alcuna spesa per Palazzo Marino: gli aggiudicatari si occuperanno di risistemare l'area (che per via Esterle significa ristrutturare l'edificio) e predisporla appunto a luogo per il culto. Per gli islamici al massimo due delle tre aree (le altre a Lampugnano e Rogoredo).

Dopo la seduta del consiglio di zona, "guerra" tra Fi e Lega da una parte e maggioranza dall'altra. Forza Italia e la Lega Nord avevano presentato due mozioni, entrambe nella direzione di non destinare l'area di via Esterle a luogo di culto, ma la seduta si è chiusa prima del previsto e i testi non sono stati discussi. Motivo? Nell'aula faceva troppo freddo e i consiglieri di maggioranza hanno deciso di rimandare tutto alla prossima seduta.

Diverse, comunque, le richieste di Fi e Lega in alternativa al luogo di culto. Forza Italia, nella mozione firmata da Silvia Sardone, chiede che l'area sia destinata a un presidio delle forze dell'ordine, mentre la Lega, nel testo firmato da Samuele Piscina, chiede un sondaggio popolare di un mese e - come alternativa - propone di realizzare un centro anziani o un centro di aggregazione giovanile.

"Vicino a via Esterle, ci sono strade in cui perfino le forze dell'ordine fanno fatica ad entrare", commenta Sardone elencando i problemi del quartiere: "Risse, violenze sessuali, spaccio, prostituzione. La moschea in questa zona ingigantirà i problemi, senza contare che non ci sono adeguate garanzie su chi frequenterà quel luogo e sul tipo di attività svolte". E per Piscina, "migliaia di cittadini vogliono essere consultati su una decisione presa dalla giunta senza confrontarsi con il quartiere. La sinistra, a quanto pare, ha paura di rapportarsi con i cittadini e preferisce abbandonare l'aula, d'altronde si troverebbe in seria difficoltà se i cittadini si schierassero contro le sue decisioni".

Ma la maggioranza respinge nettamente l'interpretazione secondo cui non si voleva discutere della cosa. "Semplicemente, consiglieri di maggioranza e anche di opposizione se ne sono andati in anticipo a causa del freddo pungente. La stessa consigliera Sardone si era lamentata perché usciva aria fredda al posto di calda dalle stufe. Non era possibile in queste condizioni affrontare un argomento così delicato per cui al prossimo consiglio di zona, speriamo riscaldato non solo dalle polemiche, affronteremo senza alcuna paura la questione della moschea in via Esterle", replica Federico Chendi (Sel). "Già da ora - a ggiunge - rigettiamo con forza la teoria alla base delle mozioni delle opposizioni secondo cui la moschea aggiungerà degrado al degrado".

"E' curioso che chi si fa spesso alfiere dei valori religiosi, poi si schieri contro il diritto fondamentale della libertà di culto quando si tratta di credenti in religioni diverse da quella cattolica", commenta il vicepresidente di zona 2 Yuri Guaiana (Radicali). "E per giunta solo due aree su tre saranno destinate a moschee, quindi non è affatto detto che via Esterle lo sia. Ciò dimostra la pretestuosità delle iniziative dei colleghi, che forse n on sanno che una delle moschee più grandi d'Europa sta a Roma".

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