Loreto Casoretto / Via Arquà

Era ai domiciliari: con la complice aveva 18 mila euro in banconote false

Due arresti in via Arquà: i carabinieri, perlustrando la zona, avevano sorpreso lui in strada e l'avevano riconosciuto come un detenuto ai domiciliari. Di qui il controllo

Le banconote sequestrate

Insieme ad una complice, che lo ospitava in casa dove era detenuto ai domiciliari, aveva messo in piedi un giro piuttosto corposo di smercio di banconote false. Le vendeva a non meno diecimila al "pacchetto". E si tratta di banconote di ottima qualità, a giudizio dei carabinieri intervenuti. 

L'uomo e la donna, entrambi di nazionalità marocchina, sono stati incastrati per caso. Dopo la mezzanotte di mercoledì 30 marzo una pattuglia del nucleo radiomobile, durante una perlustrazione del territorio in via zona Loreto, si è imbattuta in un uomo a piedi, da solo, all'incrocio tra via Padova e via Arquà. I militari lo hanno riconosciuto come un 61enne senza lavoro e detenuto ai domiciliari, pertanto è scattato l'immediato controllo: gli hanno trovato addosso banconote false in tagli da 50 e 100 euro, per un totale di 2.500 euro.

Le banconote presentavano un abbozzo di filigrana e la stampa calcografica (per consentire le figure in leggero rilievo), ma la carta al tatto era più pesante e spessa della norma. I militari hanno così deciso di controllare anche l'abitazione, intestata ad una donna di 40 anni che si era offerta di ospitare il suo conoscente per la detenzione ai domiciliari.

I militari si sono recati nell'appartamento in via Arquà e hanno trovato la 40enne visibilmente nervosa per l'inaspettata "visita". Sulle prime ha fatto difficoltà riguardo all'idea che i carabinieri la perquisissero, poi ha consegnato di sua spontanea volontà banconote false per 16 mila euro, che aveva addosso, anche loro in tagli da 50 e 100 euro e della stessa (buona) qualità di quelle trovate poco prima al 61enne.

In casa sono stati anche trovati 520 euro, questa volta veri, di cui i due non hanno saputo giustificare la provenienza. I carabinieri ritengono si tratti del provento della vendita delle banconote false, che sul "mercato" valgono tra il 10 e il 20% del valore nominale. Approfondendo i dettagli, si è capito che i due avevano un "giro" importante e, in particolare, vendevano le banconote a non meno di mille euro al "pacchetto".

Le banconote sono state consegnate alla Banca d'Italia, che si occupa di questo genere di crimini e ha il compito di incaricare gli inquirenti per proseguire le indagini. Resta da capire, in particolare, dove sia la "centrale di fabbricazione", anche se i carabinieri ipotizzano che si trovi nel Napoletano.

Intanto i due sono stati arrestati. La donna è stata posta ai domiciliari perché ha un figlio minore da accudire. L'uomo è stato portato in carcere e risponde non solo di vendita di banconote false ma anche di evasione dai domiciliari. 

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