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Blitz della polizia in stazione Centrale: due agenti aggrediti, arresti ed espulsioni

I risultati del blitz

I controlli della polizia - Foto © Melley

Due persone arrestate, decine di espulsioni e quasi cento persone identificate. È questo il bilancio finale del blitz che mercoledì pomeriggio gli agenti della Questura di Milano hanno condotto all’esterno della stazione Centrale di Milano, diventata più volte negli ultimi periodi teatro di episodi violenti. 

A finire in manette sono stati due uomini di trentuno e venti anni, mentre altre ventotto persone dovranno lasciare la città nelle prossime ore e nei prossimi giorni. 

Controlli in Centrale: poliziotti aggrediti

Durante i controlli, che hanno visto impegnati un centinaio di poliziotti, non sono mancati i momenti di tensione. 

Mentre gli agenti procedevano all’identificazione dei presenti, un cittadino del Gambia di trentuno anni - risultato irregolare e senza precedenti - si è scagliato contro un poliziotto trentenne, facendolo cadere. Nelle sue tasche, sono stati trovati 122 grammi di marijuana e per lui sono scattate le manette con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e spaccio. L’agente ferito è invece finito in ospedale, da dove è poi stato dimesso con una prognosi di tre giorni. 

La stessa sorte, dieci minuti dopo, è toccata a un secondo cittadino del Gambia, anche lui irregolare. Il giovane - un ventenne che inizialmente aveva riferito di essere minorenne - ha cercato di scappare e durante l’inseguimento a piedi ha spinto a terra un agente, che ha battuto il capo sull’asfalto. Addosso al ragazzo, i poliziotti hanno trovato cinque grammi di marijuana e un cellulare rubato, che gli è valso anche l’accusa di ricettazione. Il poliziotto aggredito è stato trasportato al Fatebenefratelli e dimesso con una prognosi di dieci giorni. 

Polizia in Centrale: decine di espulsi

In tutto il blitz, la polizia ha identificato e controllato 97 persone: cinquantasei sono risultati regolari, mentre altri quarantuno sono stati affidati all’ufficio Immigrazione della Questura. 

Nove di loro - marocchini, romeni e tunisini con precedenti per danneggiamento, ricettazione, furto e rapina - saranno espulsi immediatamente, mentre altri diciannove hanno ricevuto un ordine di espulsione entro sette giorni. 

Sei uomini, tutti senza documenti, sono stati accompagnati negli ex Cie e altri sette sono stati trattenuti in attesa di ulteriori verifiche. 

Blitz della polizia in Centrale | Video

video foto blitz centrale-2

Centrale, aggressioni e risse: è emergenza sicurezza

I nuovi controlli in Centrale - condivisi dal Questore, dal Prefetto e dal sindaco di Milano, Beppe Sala - sono arrivati dopo l'ennesimo fatto di sangue avvenuto nella zona.

Lunedì pomeriggio, proprio all'esterno della stazione,

un poliziotto di trentuno anni era infatti stato accoltellato da un ventottenne guineano - irregolare e con precedenti - che poco prima aveva minacciato con un coltello un addetto alle navette per l’aeroporto. 

L’aggressore, con un decreto di espulsione sulle spalle, era stato arrestato per tentato omicidio e poi scarcerato il giorno successivo, quando l’accusa era stata derubricata a lesioni e resistenza. Giovedì pomeriggio, gli stessi agenti lo avevano poi imbarcato su un aereo per la Guinea e avevano “chiuso” l’espulsione

Giovedì pomeriggio, invece, la piazza era stata teatro di una rissa tra due gruppi di immigrati, due dei quali erano rimasti feriti. Uno di loro, poi, aveva cercato di scappare dal Fatebenefratelli aggredendo un poliziotto ed era stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. 

A metà maggio scorso, invece, Tommaso Hosni - un ventunenne italo tunisino - aveva accoltellato un poliziotto e due militari “colpevoli” di avergli chiesto i documenti mentre vagava in Centrale

L’aggressore, avevano poi scoperto gli investigatori, aveva più volte in passato inneggiato all’Isis sui suoi profili social

Blitz in Centrale: il precedente e le polemiche

L’ultimo blitz della polizia in Centrale, il 2 maggio scorso, aveva scatenato non poche polemiche. 

Quel giorno, trecento agenti - con l’ausilio di un elicottero e dei colleghi a cavallo - avevano controllato tutti gli immigrati che da tempo bivaccano in piazza Duca d’Aosta, “occupando” gran parte dell’esterno della stazione. 

Dodici persone erano state espulse e altre quattordici trattenute, ma tante forze politiche - soprattutto di centrosinistra - si erano scagliati contro la prova “muscolare” della Questura.

Il sindaco Beppe Sala, evidentemente non contento, in quel caso aveva commentato con un laconico: “Sono stato l’ultimo a saperlo”.  

Dopo il blitz di mercoledì, invece, il primo cittadino e l'assessore alla sicurezza, Carmela Rozza, hanno spiegato che si è trattato di un "intervento condiviso"

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