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La costringono al marciapiede dopo un rito Vodoo: in manette gli aguzzini

La storia di una donna nigeriana costretta a prostituirsi per rimborsare ai suoi aguzzini le spese del viaggio fino in Italia: 40mila euro. Scappata dal marciapiede nel 2008, la donna ha denunciato gli sfruttatori l'anno dopo. Venerdì scorso il fermo dei due connazionali di 30 e 26 anni, nei pressi della stazione centrale di Milano

Sono stati arrestato lo scorso 5 marzo, due nigeriani di 26 e 30 anni colpevoli di aver avviato alla prostituzione una connazionale. La donna, 26 anni, era stata sottoposta in Nigeria ad un rito vodoo e poi portata in Italia. Ma una volta nel nostro Paese era stata costretta al marciapiede dai suoi aguzzini, per rimborsare le spese di viaggio: 40mila euro. Ha resistito un mese a Pioltello, nel milanese, poi è riuscita a scappare tornando al centro di Lampedusa, dove era sbarcata nel giugno del 2008.
  Era obbligata a prostituirsi per ripagare il debito di viaggio  

Qui la giovane nigeriana è stata aiutata dalla Caritas e nell'agosto dell'anno successivo è riuscita a denunciare i suoi sfruttatori. Le forze dell'ordine hanno fatto subito partire le indagini e le intercettazioni che hanno incastrato i connazionali della donna. L'accusa nei loro confronti è di sfruttamento dell'immigrazione clandestina, istigazione e sfruttamento della prostituzione, riferito al periodo agosto-settembre 2008, anche se gli inquirenti - hanno riferito alla Squadra Mobile oggi - sospettano che il giro di prostituzione sia molto più ampio.

Gli agenti di polizia hanno fermato gli aguzzini lo scorso venerdì, mentre si trovavano in piazza Duca D'Aosta, nei pressi della stazione centrale di Milano, su disposizione del pm Ester Nocera: una serie di verifiche ed intercettazioni hanno confermato il reclutamento di immigrazione clandestina ai fini della prostituzione.
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