Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Uomo accoltella un poliziotto fuori dalla stazione Centrale: “Voglio morire per Allah”

L'aggressore, un 28enne della Guinea, è stato arrestato per tentato omicidio e resistenza

L'aggressore

Prima, ha minacciato un addetto alle navette che ogni giorno accompagnano decine di turisti da piazza Duca d’Aosta agli aeroporti lombardi. Poi, si è scagliato contro un poliziotto, accoltellandolo alle spalle. Quindi, già in manette e visibilmente alterato, ha inneggiato ad Allah e al martirio.

Paura e follia lunedì mattina fuori dalla stazione Centrale di Milano, dove un ventottenne della Guinea - irregolare in Italia - ha aggredito un agente delle Volanti dopo aver vagato per qualche minuto con un coltello in pugno. 

Poliziotto accoltellato in Centrale a Milano

A dare l’allarme alla polizia, poco prima delle 13, è stato un dipendente di una società che gestisce gli shuttle in servizio tra la stazione e l’aeroporto di Orio al Serio. L’uomo, dopo aver chiesto al ventottenne se avesse bisogno di qualcosa, è stato minacciato dall’aggressore, che - urlando e insultandolo - gli ha mostrato un coltello con una lama di circa dieci centimetri.

A quel punto, la vittima e i passeggeri - evidentemente spaventati - si sono barricati nell’autobus e hanno chiesto l’intervento delle forze dell’ordine. 

I poliziotti, arrivati sul posto con due Volanti, hanno individuato il giovane all’ingresso della Galleria delle carrozze della Centrale e si sono immediatamente avvicinati per bloccarlo. 

Poliziotto aggredito a Milano: “Voglio morire per Allah”

Nonostante fosse già a terra, l’aggressore è riuscito a divincolarsi e ha accoltellato alle spalle un poliziotto di trentuno anni, che fortunatamente indossava il giubbotto antiproiettili. 

L’agente, colpito alla spalla, è stato trasportato in condizioni non gravi all’ospedale Fatebenefratelli, da dove è poi stato dimesso con una prognosi di quattro giorni per “contusioni multiple”. 

Lo stesso aggressore, mentre i poliziotti lo caricavano in auto, ha urlato “Voglio morire per Allah”: una frase, questa, sulla quale sono ora in corso gli accertamenti della Questura meneghina. Al momento, però, sembra che non ci siano elementi che facciano presupporre una radicalizzazione islamica dell’uomo, né una sua reale intenzione di compiere un’azione terroristica. 

Poliziotto accoltellato: chi è l’aggressore

L’uomo - Saidou Mamoud Diallo, ma ha almeno tre o quattro alias - è stato arrestato con le accuse di tentato omicidio e resistenza a pubblico ufficiale ed è già stato portato nel carcere di San Vittore. 

Diallo, secondo quanto finora ricostruito dalla Questura, era arrivato in Italia due anni fa e nei giorni scorsi gli era stato consegnato un provvedimento di espulsione firmato dalla Questura di Sondrio. 

Un provvedimento che il ventottenne - irregolare e con precedenti per resistenza, minaccia e lesioni - non ha evidentemente rispettato. 

Poliziotto accoltellato a Milano: il commento di Sala

"Non abbiamo soluzioni se non il controllo quotidiano - è stato il primo commento del sindaco di Milano, Beppe Sala -. Le forze dell'ordine stanno facendo la loro parte, anche rischiando, ma ci sono. Dobbiamo andare avanti su questo punto di vista". 

"È chiaro che è una responsabilità del comune ma anche molto della Questura - ha aggiunto -. Ma il problema sta a monte perché questa persona, con un decreto di espulsione, era ancora in giro e gravitava su Milano. Il tema è complesso e ne parlerò con prefetto e questore, ma non ci sono altre soluzioni che quella di continuare a cercare di gestire un punto cruciale per Milano".
   
"Ringrazio per il pronto intervento gli agenti di polizia che hanno fermato l'aggressore ed evitato che la situazione potesse diventare ancora più pericolosa - gli ha fatto eco l’assessore alla sicurezza di Palazzo Marino, Carmela Rozza -. L'episodio rafforza la mia convinzione che stiamo operando nel modo giusto, con controlli costanti che non devono venire meno e semmai devono essere intensificati". 

"Questi controlli - che in passato, come nel caso del maxi blitz con trecento uomini, hanno fatto discutere il mondo politico - sono necessari per identificare coloro che occupano l'area della stazione, in modo da poter distinguere delinquenti, persone irregolari e sfruttatori da chi sosta tranquillamente. Chi crea problemi deve essere allontanato, chi delinque deve essere arrestato e gli extracomunitari pericolosi devono continuare ad essere rimpatriati”. 

Poliziotto accoltellato in stazione: il precedente

Non è la prima volta, tra l’altro, che la stazione Centrale di Milano diventa teatro di aggressioni a poliziotti e forze dell’ordine. 

Lo scorso 18 maggio, proprio nello scalo milanese, Tommaso Hosni - un ventunenne italo tunisino - aveva accoltellato un poliziotto e due militari che gli avevano soltanto chiesto i documenti

Lo stesso Hosni - anche se la Questura milanese non aveva mai confermato la pista della radicalizzazione - sul proprio profilo Facebook aveva più volte inneggiato all’Isis e alla jihad. 

Poco prima, il 21 aprile, in piazza Duca d’Aosta era invece andata in scena una sorta di “mini rivolta” contro carabinieri e uomini dell’Esercito, intervenuti sul posto per bloccare un giovane che aveva toccato l’arma di un militare prima di iniziare a insultarlo. 

L’operazione aveva richiamato l’attenzione di un centinaio tra curiosi ed extracomunitari, alcuni dei quali avevano inveito contro i militari lanciando oggetti, tra cui una bottiglia di vetro che aveva colpito un’autoradio dei carabinieri.

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