Navigli Stadera / Alzaia Naviglio Pavese

Navigli, nuovo stop ai barconi: da chiudere entro luglio

Il Tar respinge la richiesta di sospensiva di uno dei proprietari

I barconi sul Naviglio Pavese

I ristoranti sulle quattro barche galleggianti sul Naviglio Pavese dovranno chiudere: uno dei gestori ha perso il ricorso al Tar con il quale chiedeva una sospensiva all'ordinanza del Comune di Milano. La data di scadenza doveva essere il 31 maggio 2017 per il bar Cristal, la società Eura Sas del bar Bench e per il ristorante delle Mole (che ne ha due). Palazzo Marino parlava chiaro: se non si fosse proceduto per quella data, ci avrebbe pensato lo stesso Comune, con «sgombero e distruzione delle cose rinvenute».

Una sentenza del Consiglio di Stato li aveva dichiarati abusivi, sottolineando che - proprio per questo - non era possibile aspettarsi un prolungamento di "concessione". Ma il primo giugno il titolare del ristorante (che ha il marchio Frank Pummarola) ha tentato l'estrema carta di un nuovo ricorso al Tar, spiegando che da anni tentano di regolarizzarsi senza successo.

«Siamo un'attrazione su tutte le guide turistiche del mondo, non certo un fastidio», spiegava: e, su questo, non c'è da dargli torto. D'altra parte, sembra che i titolari dei barconi paghino comunque l'indennità di occupazione. Il titolare del Bench spiegava, ai primi di giugno, di versare 23 mila euro all'anno.

Ma il Tar, si diceva, ha respinto la richiesta di sospensiva e ha ordinato che i barconi del ricorrente vengano chiusi entro la fine di luglio. Successivamente si dovrà indire un bando di gara per smontare la struttura, da portare via entro la fine del 2017 con spese divise a metà fra il Comune e il proprietario.

La storia infinita dei barconi sul Naviglio Pavese

Nel 1985 la gestione delle acque dei Navigli era totalmente in capo alla Regione, che diede la concessione per i barconi ritirandola però l'anno successivo. Da lì in poi una guerra di carte bollate. Nel 1995, per esempio, il Pirellone stabilì che i Navigli fossero un bene di "archeologia industriale" e motivò in questo modo l'ennesima ingiunzione a elilminare i barconi.

Nel frattempo le acque sono passate alla gestione del Comune di Milano, e nel 2009 è stata rifiutata la regolarizzazione delle concessioni perché considerati incompatibili con «la qualità monumentale dei siti, la navigazione turistica e i lavori di sistemazione delle sponde».

La nuova "leva" per la demolizione è invece la direttiva Bolkestein dell'Unione Europea, che prevede che ogni spazio demaniale o pubblico sia messo a bando. Comprese, naturalmente, le acque dei Navigli.

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