Martedì, 21 Settembre 2021
Affori Bruzzano Via Teano

Sessanta uomini in strada, palazzi controllati: i carabinieri passano al setaccio la Comasina

Controlli nel quartiere Comasina, teatro negli ultimi giorni di una sparatoria e una rivolta

I controlli di mercoledì

Un'auto era ferma all'ingresso del civico 9. Un'altra, pochi passi più in là, all'incrocio con via Spadini. Un'altra ancora alla fine della strada. E di mezzo, tra il negozio di un parrucchiere e una carrozzeria, un blindato con in bella vista la scritta carabinieri. Sì, perché mercoledì pomeriggio a dare il benvenuto a tutti in Comasina sono stati gli uomini dell'Arma, che hanno passato al setaccio uno dei quartieri più difficili di Milano, che da tempo fa i conti con la presenza della criminalità organizzata che fa affari con droga e armi e che non si fa problemi a usare le maniere forti

Verso le 15.30, sessanta uomini - guidati dal capitano Matteo Martellucci della compagnia Duomo - si sono presentati in zona e hanno cinturato l'area che va da piazza Gasparri a via Comasina con posti di blocco, militari in borghese e "falchi" in moto. 

Video | I controlli dei carabinieri in Comasina

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Controlli nelle cantine e nelle abitazioni

I controlli si sono concentrati sui due palazzoni ai civici 21 e 36 di via Teano, che si trovano proprio uno di fronte all'altro. In quei "super condomini", così recita il cartello blu all'ingresso, vivono numerosi "volti noti" del quartiere: uomini, tutti italiani, che hanno avuto problemi con la giustizia e che sono sottoposti agli arresti domiciliari o ad altre misure di sorveglianza. Il blitz è iniziato dalle cantine - alcune sono state trovate chiuse e aperte con le cesoie -, dove hanno "operato" il cane antidroga "Santos" e il cane anti esplosivi "Rakki", per poi continuare nelle abitazioni. 

Mentre i militari entravano e uscivano dai due condomini, le finestre - quasi tutte con le tendine verdi - sono rimaste chiuse, blindate. Qualcuno dal palazzo di fronte, invece, si è affacciato e ha osservato il lavoro febbrile dei carabinieri, che per ore hanno fermato e controllato tutte le auto.

Durante il blitz, gli uomini dell'Arma hanno controllato sessantasette persone e trentatré macchine, oltre a dieci cantine e case. Un giovane di ventisette anni è stato denunciato per droga, mentre nel box di un ragazzino minorenne - la cui posizione è ora al vaglio di investigatori e inquirenti - sono stati trovati quattrocento grammi di marijuana e quattro grammi di hashish. 

Gli arresti, gli spari e la "rivolta"

Nel quartiere, d'altronde, gli affari sono sempre stati fatti con la droga. E in quel quartiere - quello che comprende anche Bruzzano e Quarto Oggiaro - la "pace criminale" sembra essersi rotta a luglio, quando con l'operazione "Red Carpets" la polizia ha arrestato ventitré persone con l'accusa di reggere lo spaccio in zona. In cella, oltre ai nomi storici della criminalità del posto, c'era finito anche un sovrintendente della polizia, accusato di essersi venduto ai "cattivi". Pochi giorni dopo erano stati invece i carabinieri a sferrare un altro colpo, fermando nove persone che si erano rese responsabili di un vero e proprio assalto armato a un rivale

Allora gli investigatori avevano parlato di un processo, ormai partito, di ridefinizione dei poteri con le famiglie pronte a mostrare i muscoli per conquistare, o riaffermare, la propria posizione di forza. E negli ultimi giorni quel processo ha mostrato i suoi "risultati" per ben due volte. La scia è iniziata martedì 11 settembre, quando due uomini - ancora ricercati - si sono sfidati a colpi di pistola fuori da un bar in piazza Gasparri, esplodendo almeno dieci proiettili in pieno giorno per poi fuggire. 

Quindi, il lunedì dopo il secondo segnale. Cinque uomini - anche qui nomi importanti, "pesanti" - hanno reagito a un normalissimo controllo di polizia dopo essere stati fermati a bordo di una Fiat 500. In loro soccorso sono scese in strada almeno venti persone, che hanno a più riprese insultato gli agenti. Un piccolo, ma decisivo, particolare: i cinque né in auto né addosso avevano nulla da nascondere. La loro risposta agli uomini della Volante, hanno ipotizzato da via Fatebenefratelli, era soltanto un altro modo per far capire al quartiere chi è che comanda. 

Mercoledì pomeriggio, però, a comandare sono stati i carabinieri. 

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