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Controlli in ambienti islamici radicali: arrestato falsario di documenti

L'uomo è stato "pizzicato" durante un controllo in un call center di via Imbonati

Arrestato falsario (Foto Repertorio)

Un falsario di documenti è stato scoperto e arrestato dagli agenti della Digos di Milano (guidati da Antonio Nicolli, da poco nominato vice comandante) durante un controllo del territorio nel quartiere di via Imbonati, uno di quelli maggiormente sotto la lente d'ingrandimento per la probabilità che vi si concentrino persone tendenti alla radicalizzazione islamica. L'uomo, comunque, non risulta avere simpatie per estremisti e/o terroristi.

Si tratta di un cittadino marocchino di quarantacinque anni, trovato all'interno di un call center insieme ad altre persone. Gli agenti (oltre alla Digos anche il Commissariato Comasina, il Reparto prevenzione crimine e la Scientifica) si sono insospettiti perché aveva con sé nove fototessere di persone diverse con le indicazioni, sul retro, delle generalità e (cosa molto particolare) dei dati biometrici.

Immediato il sospetto che le fotografie servissero per fabbricare documenti falsi. Così gli agenti si sono recati nell'abitazione di Limbiate (Monza-Brianza), che il quarantacinquenne condivide con altri, e hanno trovato un macchinario per inserire le fotografie nei documenti, documentazione (risultata falsa) dell'ambasciata marocchina in Italia e, soprattutto, tre sigilli della polizia, riferiti all'Ufficio Immigrazione di Roma, alla questura di Brescia e alla polizia di Malpensa, risultati anch'essi falsi.

Proprio questo il dettaglio che ha permesso il suo arresto: la detenzione di sigilli falsificati dello Stato. L'uomo è stato anche denunciato per la detenzione di falsi documenti. Il giudice, nella mattinata di sabato 23 settembre, ha convalidato l'arresto e ha disposto che il quarantacinquenne resti a San Vittore per la custodia cautelare.

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L'uomo risulta irregolare in Italia: aveva un permesso di soggiorno ma gli era stata rigettata la richiesta di rinnovo perché, in precedenza, era stato "pizzicato" a fabbricare false attestazioni di lavoro (sempre per richiedere il rinnovo del soggiorno) per conto terzi. Probabilmente, a causa di questo precedente, una volta chiuso l'iter giudiziario verrà espulso dal Paese. Gli uomini della Digos hanno verificato l'eventualità che l'uomo faccia parte di ambienti islamici radicali ma non c'è stato alcun riscontro su questo.

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