Fulvio Testi Bicocca / Viale Sarca

Viale Sarca: arrestato il fratello della vittima, suo il dna nell’auto

Arrestato per omicidio volontario il fratello della donna trovata morta il 28 aprile in Viale Sarca. Sue le tracce di dna trovate dagli investigatori nella macchina della donna. Il movente dell’omicidio risulta essere il denaro

Il dna del fratello della donna uccisa è stato recuperato dagli investigatori della scientifica da delle macchie di sudore della mano dell’uomo, mescolato con il sangue della vittima.

La polizia ha trovato le tracce su due dita di un guanto di lattice, che sono stati ritrovati dentro un altro paio di guanti di cuoio nel portaoggetti della macchina. Una volta analizzato il sudore è risultato appartenere a Pasquale Procacci, fratello della donna uccisa.

Dalle carte del gip emerge che, il movente del delitto, sarebbe per evitare dispersioni del patrimonio, che la vittina aveva ereditato dal marito e per paura che "disederedi il nipote", suo figlio.

Aggiornato alle 18.00 del 16 luglio

Già da qualche settimana gli investigatori avevano il sospetto che il fratello fosse coinvolto nell’omicidio della signora Teresa, trovata morta il 2 aprile scorso. Il corpo della donna era stato trovato nella sua Hyundai Accent in Viale Sarca, con il cranio sfondato.

Tracce di Dna compatibili con quelle di Pasquale Procacci, fratello 65enne della vittima, erano state trovate già qualche settimana fa dalla polizia scientifica, proprio all’interno della macchina dove la donna è stata ritrovata.

Ieri il giudice per le indagini preliminari ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare per l’uomo, subito eseguita dalla polizia, per omicidio volontario. Quando gli agenti lo hanno prelevato dalla sua casa, l’uomo si è lasciato passivamente fermare e non ha voluto più proferire parola con nessuno. Si trova ora nel carcere cittadino di San Vittore.

L’ipotesi dell’omicidio per interesse, maturato nell'ambito familiare, era entrata nel quadro delle indagini abbastanza presto. La signora Procacci infatti, vedova da qualche anno, aveva ereditato dal marito una serie di proprietà mobiliari e immobiliari: il movente sarebbe quindi proprio questo, il denaro e gli interessi economici. Dalle indagini è risultato infatti che il fratello della vittima, insieme al figlio, aiutavano la donna a gestire l’ingente patrimonio.

Mancano ancora dei dettagli sulla dinamica dell’omicidio, ma gli inquirenti sono sicuri di essere sulla pista giusta.
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