Fulvio Testi Niguarda / Via Ciriè

Via Ciriè, sieropositivo violenta ragazza 32enne belga: arrestato

Roberto Callera, pregiudicato 46enne, sieropositivo, avrebbe costretto picchiandola a un rapporto non protetto una 32enne belga. Arrestato

Sieropositivo da anni ha costretto una ragazza, sua ospite, ad un rapporto senza preservativo. L'ha stuprata per contagiarla perché - come le ha urlato tra le botte, mentre lei si ribellava all'ennesimo tentativo di violenza - "voleva infettare tutte le donne". Lei alla fine è riuscita a reagire e a chiamare la polizia, che ha arrestato a Milano il suo aggressore, Roberto Callera, un pluripregiudicato di 46 anni, ora a San Vittore con l'accusa di violenza sessuale.

LA RELAZIONE - La donna, una cittadina belga di trentadue anni, separata dal marito italiano e con due figli affidati a una comunità, negli ultimi tempi dormiva nella casa dell'accoglienza di viale Ortles. Lì qualcuno le aveva presentato Callera. Da un paio di settimane era ospite dell'uomo, in un appartamento in via Cirié, vicino all'ospedale Maggiore. Nel periodo trascorso insieme, i due - come la donna non ha nascosto alla polizia - avevano anche avuto dei rapporti sessuali, ma sempre protetti.

LO STUPRO - Poi, invece, ieri mattina l'uomo, che le aveva già detto di essere sieropositivo, l'ha costretta a fare sesso senza preservativo. Quando è tornato alla carica per la seconda volta, lei ha cercato di sottrarsi alla violenza. Nonostante le botte, Callera - che le aveva detto di voler fare sesso senza protezione per infettare tutte le donne - non è riuscito a stuprarla di nuovo. Erano passate da poco le 23 quando la trentaduenne ha chiamato la polizia ed è scesa in strada ad aspettare i soccorsi.

LE CONTUSIONI - Quando sono arrivati, gli agenti hanno trovato al suo fianco l'aggressore, ancora semisvestito. Durante il tragitto in ambulanza verso il pronto soccorso del Niguarda, la ragazza belga ha raccontato la sua storia agli agenti, mentre Colletta veniva portato in carcere, a San Vittore. Al centro antiviolenza, i medici hanno riscontrato contusioni sul corpo della donna e hanno confermato l'avvenuto rapporto carnale.

IL TEMPO DIRA' DEL POSSIBILE CONTAGIO - La trentaduenne, che non ha precedenti, nel 2002 aveva già denunciato una violenza sessuale subita nei dintorni della stazione Centrale. Ora le autorità competenti stanno cercando una comunità che possa accoglierla e aiutarla a superare lo shock della violenza. Purtroppo, le analisi mediche trovate dalla polizia a casa dello stupratore hanno confermato la sua sieropositività: l'uomo è malato ed in cura con il metadone. La speranza della sua vittima è che un solo rapporto non sia bastato a contagiarla. Ma ciò lo potranno chiarire solo le analisi e il tempo.

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