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Corso Como "ostaggio" di pusher e rapinatori: “Continue minacce e violenze"

La protesta di Lealtà Azione

Uno striscione bianco con la scritta “Milano rialza la testa”, bandiere, cori e fumogeni. 

Protesta, martedì sera, di esponenti di Lealtà Azione in corso Como, negli ultimi tempi sempre più teatro di rapine e spaccio, soprattutto nel weekend

I manifestanti del movimento di estrema destra hanno raccolto - come spiegato da loro stessi - “l’appello dei commercianti della zona, costretti a fronteggiare il crescente degrado che attanaglia questo centro nevralgico della movida di Milano, città Europea ma ormai ostaggio di spaccio incontrollato e illegalità diffusa lungo il corso e nelle vie adiacenti”. 

“Puntiamo i riflettori - ha evidenziato Lealtà Azione in un comunicato - sulla mancanza di sicurezza, che in una zona centrale e moderna, ogni notte conduce a un’escalation di violenza, spesso culminata in aggressioni e veri e propri scontri”.

“L’azione - hanno concluso - intende dar voce agli esercenti italiani esasperati dalla continua minaccia da parte di pusher e rapinatori, che ostacolano il regolare svolgimento dell’attività lavorativa, costringendo clienti e residenti a un clima di insicurezza, paura e tensione. Diciamo no a degrado e criminalità”. 

Che corso Como sia pronta ad “esplodere” lo mostra, inequivocabilmente, quanto successo all’alba del 10 luglio scorso. Quella mattina, verso le 5.30, tre ragazzi africani erano stati accerchiati e aggrediti da una cinquantina di ragazzi, tutti convinti che le vittime fossero spacciatori o malviventi. A salvare i tre ci aveva poi pensato la polizia. 

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