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Corso Como e Porta Nuova: "battaglia" tra zona 1 e zona 9

Il consiglio di zona 1 vorrebbe "annettere" corso Como e forse il nuovo quartiere di lusso, ma la zona 9 si oppone

Corso Como

Due zone si "contendono" la bella ed elegante corso Como. La zona 1, in particolare, vorrebbe "annetterla"; la zona 9, quella di pertinenza attuale, non vuole saperne. Alla base una questione di uniformità: la zona centrale di Milano è quella con meno abitanti, sotto i 100 mila, mentre le altre superano tutte quella soglia (alcune anche di parecchio). 

Insomma: il centro si svuota, per cui "allarghiamo" il centro. L'emorragia di abitanti della zona 1 prosegue incessante, visti gli alti costi degli appartamenti, i vincoli per le ristrutturazioni, la disponibilità di residenze anche di lusso al di fuori della cerchia dei Bastioni. Proprio la zona 9 ha recentemente visto l'afflusso verso i palazzi di Porta Nuova (Bosco Verticale, Torre Solaria), i cui residenti provengono per l'80% dal c.a.p. 20121, quello più centrale di Milano. E Palazzo Marino sta studiando il nuovo assetto zonale complessivo (si parlava di arrivare a 10 oppure 11 zone, anziché 9) in vista della Città metropolitana e della trasformazione delle zone in veri e propri municipi, come a Roma. 

Riguardo a corso Como, poi, si tratta di una strada ormai "integrata" con corso Garibaldi e piazza XXV Aprile, con cui forma un'unica zona di "movida". Al di qua o al di là della strada, cambiano gli asili, le scuole, gli uffici zonali a cui rivolgersi per un permesso, e così via.

La risposta della zona 9 non si è fatta attendere: una mozione, approvata all'unanimità, per chiedere che i confini non vengano toccati. Con esplicito riferimento al "timore" che l'interesse del consiglio di zona 1 non si limiti a corso Como ma si estenda a tutta Porta Nuova, visto che si legge - nella mozione - che "Porta Garibaldi e Porta Nuova punteggiano con la loro mole il confine naturale tra il centro e il resto della città". Come a dire, non perché sono zone di lusso devono per forza essere "annesse" al consiglio circoscrizionale del centro.

L'idea stessa di eterogeneità dei consigli di zona parte fin dalla riforma che portò le circoscrizioni all'attuale assetto, da 20 a 9. A parte il centro (che in quella occasione si allargò dalla Cerchia dei Navigli a quella dei Bastioni), il resto è fatto a spicchi. Così, dunque, corso Como convive in zona 9 insieme a Niguarda e Bruzzano; corso Buenos Aires convive in zona 3 con Rubattino e Lambrate; corso Vercelli convive in zona 7 con Baggio. E così via. 

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