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Polizia in via Ciriè (foto "Diritto alla casa Katia", Fb)

Polizia in via Ciriè (foto "Diritto alla casa Katia", Fb)

Sgomberata una 20enne con figlia piccola: "Un grave errore"

La segnalazione del Comitato diritto alla casa. Gli assistenti sociali volevano mandarla dagli stessi parenti che, anni fa, erano stati ritenuti inidonei a seguire la giovane dal tribunale

Sgombero programmato nel quartiere di Prato Centenaro, in via Ciriè 6, lunedì mattina. Ad essere sgomberati una ragazza di 20 anni e sua figlia di due anni, che avevano occupato circa due anni fa l'alloggio. Peraltro la bimba è attualmente influenzata: tonsillite, virus gastro-intestinale e 38 di febbre.

Prima di allora, la ragazza aveva trascorso l'adolescenza in strutture protette per minori, su disposizione del tribunale dei minorenni. L'operazione è resa nota dal Comitato diritto alla casa, intervenuta sul posto per trovare una soluzione dopo lo sgombero.

Gli assistenti sociali del comune, presenti sul posto, avrebbero suggerito informalmente alla giovane mamma di farsi ospitare dai parenti. Proprio quelli in passato ritenuti - dal tribunale dei minorenni - inidonei ad occuparsi di lei. L'intervento del Comitato diritto alla casa ha fatto sì che la giovane venisse presa in carico in una struttura. Nel frattempo la 20enne inizierà la procedura di assegnazione di un alloggio popolare in emergenza e in deroga alla graduatoria, secondo l'articolo 15 della legge regionale in materia.

"Il comune di Milano, che dichiara di eseguire solo gli sgomberi legati al racket o alla criminalità, ha sgomberato una ragazza che commette il 'reato quotidiano' di fare la mamma", commenta il Comitato diritto alla casa, secondo cui ora il contribuente pagherà circa 130 euro al giorno per il soggiorno in comunità e, nel frattempo, l'alloggio di via Ciriè rischia ri rimanere chiuso e vuoto per anni, come spesso succede per gli alloggi popolari sfitti a Milano.

"La ragazza finché era minorenne è stata seguita dai servizi sociali e dalle strutture in cui è stata ospitata. Anni e soldi dei contribuenti senza che i servizi sociali sistemassero questa ragazza di conseguenza obbligandola ad occupare dopo anni in strutture protette", commenta il Comitato: "Le istituzioni questa mattina hanno commesso un grave errore".

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