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Pescivendolo si impiglia in rete del fisco: 700mila euro non dichiarati

Il commerciante ricordava sempre lo scontrino alle sue clienti, ma dal 2007 aveva omesso di dichiarare al fisco ricavi per oltre 700mila euro. Inoltre, si fingeva povero: aveva casa popolare

Un comportamento apparentemente esemplare quello di un pescivendolo di Novate Milanese. Il commerciante, infatti, accompagnava sempre lo scontrino alla busta della spesa. “Signora, ecco la busta con la spesa, lo scontrino è all’interno casomai dovesse incontrare la finanza”, diceva il pescivendolo alle sue clienti. Tutto sembrava apparentemente regolare.

Il commerciante, però, è rimasto impigliato nella rete del fisco. I finanzieri della compagnia di Rho, durante un monitoraggio, si sono accorti che l’abile pescivendolo non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi e neppure quella dell’iva e dell’irap. La sollecitudine nell’emettere lo scontrino fiscale era dunque di facciata Attraverso le verifiche effettuate dal fisco si è evidenziato che dal 2007 il commerciante aveva omesso di dichiarare al fisco ricavi per 700mila euro e di versare all’erario iva per 80mila euro.

Ma non è tutto. L’imprenditore ha fatto di più. Grazie alla sua - dichiarata - condizione di indigenza l’uomo aveva ottenuto l’assegnazione di una casa popolare a Milano a canone agevolato, sottraendola, probabilmente, a chi ne aveva più bisogno.  Le forze dell’ordine hanno avviato ulteriori accertamenti per verificare, da un canto la sussistenza del diritto a mantenere l’alloggio, dall’altro la congruità del canone di affitto corrisposto fino ad oggi.

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