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Rho, la Fornace si schiera dalla parte delle prostitute

Il centro sociale Fornace critica le ultime operazioni svolte dal commissariato di polizia nei confronti delle prostitute

Il centro sociale Sos Fornace prende parola e dice la propria idea riguardo agli ultimi arresti di prostitute. Gli attivisti, più nello specifico, criticano l'operazione svolta lo scorso fine settimana dagli agenti di polizia di Rho-Pero.

"All’ombra della città vetrina di Expo 2015, a pagare il prezzo del grande evento ancora una volta non sono gli speculatori, bensì giovani ragazze romene e altre donne nigeriane, per le quali sono scattati un arresto per documenti falsi, denunce per atti osceni in luogo pubblico e per presenza irregolare sul territorio nazionale — scrivono gli attivisti in un loro comunicato —. Per le ragazze è già stato avviato il procedimento di espulsione, perché prostitute, o meglio: perché migranti irregolari. Visto che la prostituzione non costituisce reato e sarebbe vietata la schedatura di chi esercita tale professione".

Gli attivisti non usano mezzi termini e scrivono: "I provvedimenti adottati si svelano per quello che sono, ovvero l'ennesima soluzione razzista contro i soggetti più precari, i migranti. Così, la città vetrina continua a produrre i suoi effetti: le migranti sono espulse, rimpatriate o recluse in un Cie (centro identificazione ed espulsione, ndr); le attività legate alla prostituzione si spostano al chiuso, rendendo più difficile, tra l'altro, il lavoro di associazioni impegnate a contattare le lavoratrici sessuali vittime di sfruttamento per dare loro supporto per uscire dalla tratta".

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