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Cecilia Scaldalai, vicesindaco con delega ai Servizi alla Persona e Politiche abitative

Cecilia Scaldalai, vicesindaco con delega ai Servizi alla Persona e Politiche abitative

Lainate: rinasce uno stabile sottratto alla malavita organizzata

L'edificio, 130metri quadrati suddivisi su due piani, sarà convertito in un centro per l'emergenza abitativa

Era di proprietà della malavita organizzata, è stata sequestrata dalle forze dell'ordine e presto tornerà a vivere. Si tratta di un’abitazione di via Stradivari a Lainate che da qualche giorno è diventato ufficialmente proprietà del comune di Lainate. 

L’edificio, circa 130 metri quadrati suddivisi su due piani, sarà completamente ristrutturato e sarà trasformato in un centro di emergenza abitativa. Nuclei famigliari senza una casa e in emergenza potranno usufruire del servizio per un periodo massimo di due anni durante i quali saranno seguiti dal personale dei servizi sociali che li aiuterà a superare le criticità che hanno determinato la situazione di emergenza socio-abitativa.

Il costo annuo del servizio si aggira intorno ai 20/30mila euro, come riportato in una nota diffusa dal Municipio. I lavori per la riqualificazione degli ambienti — circa 100mila euro — invece saranno finanziati per la maggior parte (75mila euro) da Regione Lombardia che ha stanziato dei fondi da destinare a progetti istituzionali o sociali di «riconversione e utilizzo dei beni».

«Da diversi anni il comune di Lainate impegna consistenti risorse per sostenere le famiglie in difficoltà abitativa – spiega il vicesindaco Cecilia Scaldalai, con delega ai servizi alla persona e politiche abitative –. Supportiamo con contributi economici famiglie che non riescono a pagare le bollette, abbiamo attivato alloggi di emergenza sociale per le fasce più deboli, sostenuto residenzialità temporanea in casa-famiglia, in comunità, e in diversi casi individuato anche ricoveri in dormitori pubblici. Ciò nonostante il problema abitativo, con l’aggravarsi della crisi economica generale, per alcune fasce di popolazione è diventato un’emergenza. Grazie a questi 75mila euro che Regione Lombardia ha riconosciuto al nostro progetto, con l’aggiunta del lavoro sociale di sostegno e accompagnamento, sarà possibile aiutare altri nuclei famigliari con bambini piccoli, oppure con persone disabili o in condizioni di estremo disagio socio-economico».

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