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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Rinvio della «Notte Quadra»: le critiche dell'opposizione

Le opposizioni del parlamentino nervianese criticano la decisione del rinvio della Notte Quadra al 2015

È bufera sul rinvio al 2015 della «Notte Quadra», prima edizione della notte bianca di Nerviano. La manifestazione, prevista inizialmente il 28 giugno, è stata posticipata una prima volta — per maltempo — al 4 luglio e successivamente, sempre a causa delle avverse condizioni meteorologiche, è stata riviata a «data Da definirsi». Gli organizzatori avevano pensato di posticiparla nel mese di settembre, ma la data presa in considerazione dagli amministratori (il 13 settembre, ndr) avrebbe implicato una sovrapposizione con la festa patronale di Sant’Ilario. Nella giornata di mercoledì 9 luglio il Municipio ha fatto sapere che la kermesse si sarebbe tenuta nel 2015.

Critico Carlo Sala del Gin (gruppo indipendente nervianese). «Questa situazione ci mostra ancora una volta una amministrazione disorganizzata e incapace di portare a termine un modo serio un progetto importante, strutturato e condivisibile». Critiche anche dal fronte della Lega Nord che ora chiedono che i soldi stanziati per la manifestazione restino interamente alle associazioni. Non solo: i «Lumbard», inoltre hanno protocollato una interrogazione per sapere se il primo rinvio è stato concordato con tutti gli organizzatori.

Secondo il gruppo Tutti per Nerviano si poteva rinviare trovando un’altra data «che non si sovrapponesse alle feste patronali del comune. Purtroppo — ha proseguito la consigliera comunale Rovellini — posticipando l’evento al 2015 non è stato tenuto in considerazione il lavoro di chi ha speso energie per realizzare questo evento».  

Per Umberto Dall’Ava (Nerviano Operare Insieme) l’amministrazione comunale ha avuto «poco coraggio»: «L’unica certezza è che al meteo non si comanda, però a volte un pizzico di coraggio potrebbe premiare se l'alternativa fosse rappresentata da penali rilevanti. O magari, se chiedere coraggio è troppo rischioso, preparare almeno un piano “B” programmato fin dal principio e concordato con fornitori, commercianti e associazioni». Dall’Ava ha protocollato una interpellanza «per capire se oltre alla figuraccia segue anche uno spreco ingente di denaro o almeno su questo fronte si è riusciti a salvare la baracca».

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