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L'assassino pluripregiudicato? «Una persona tranquilla, molto educata»

Vallanzasca ha terminato la sua prima settimana di lavoro presso una azienda di computer nervianese. E' in permesso dal carcere di Bollate, dove deve scontare 290 anni di carcere. "Una persona tranquilla ed educata", commentano alcuni

Il negozio dove lavora Vallanzasca (foto Gemme)

Finita la prima settimana di lavoro nervianese per Renato Vallanzasca Costantini. Il bandito della Comasina (attivo in rapine e omicidi con una banda negli anni Settanta e Ottanta nel Milanese), infatti, condannato complessivamente a 4 ergastoli e 290 anni di reclusione, ha recentemente ottenuto un permesso per poter lavorare all’esterno delle mura del carcere di Bollate. Il “Bel Renè” - "ritratto" anche in un film di Placido, in questi giorni su Sky - ha così trovato lavoro presso la Neco srl, una ditta di computer di Nerviano

“Una persona tranquilla, molto educata”, lo dipinge il barista del bar stazione, dove Renato prende abitualmente il caffè prima di mettersi al lavoro. Diversi anche i commenti dei nervianesi riguardo alla sua storia di criminale. Qualcuno avanza qualche battuta sul suo tumultuoso passato, altri, invece, non se ne curano nemmeno. Qualche curioso, invece, spera di poterlo vedere e fotografalo.

Qualcuno, però non ci sta. È il caso di Massimo Cozzi, consigliere comunale della Lega Nord. “(Nerviano) dopo essere stata rinomata anni fa a livello nazionale per la ‘tangentopoli nervianese’, ora si ritrova a vivere un altro momento di ‘celebrità’, del quale avremmo fatto volentieri a meno - dice il consigliere del carroccio, che prosegue -. In uno Stato che si definisce normale, una persona condannata per gravissimi episodi, tra i quali diversi omicidi, non può che restare in carcere. Da noi invece accade l'esatto contrario e questo dovrebbe far riflettere. Non sta a noi esprimere giudizi. La cosa certa è che diversi tribunali si sono già espressi in merito e quello che ci sta a cuore è la certezza della pena, che deve essere sempre al centro di una giustizia che vuole definirsi tale”.

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