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Domenica, 28 Novembre 2021
Nerviano Nerviano / Via Milano

Nerviano: la Torre compie 80 anni

La torre di Nerviano è stata inaugurata il 12 novembre del 1933. Ed è grazie a lei se i nervianesi sono soprannominati "'coo quadar"

“Quadra l’è la torr, quadraa hinn i or e quadraa hinn lor”. Sono i versi di una celebre filastrocca che prende in giro i nervianesi. Li battezza come ottusi, chiusi di comprendonio. Tradotta in italiano suonerebbe così: “Quadrata è la torre, quadrate sono le ore e quadrati sono loro”. Tutto parte dalla torre di Nerviano che il 12 novembre 2013 ha festeggiato ottant’anni. 

L’edificio simbolo di Nerviano fu inaugurato il 12 novembre del 1933: una torre piezometrica il cui compito era quello di mandare in pressione l’acqua del neonato acquedotto. L’acqua di falda, infatti, non aveva la pressione necessaria per poter circolare nella rete idrica e le pompe dell’epoca non erano abbastanza potenti per svolgere questo compito. Quindi gli ingegneri pensarono di risolvere il problema sfruttando una delle forze della natura: la gravità. L’acqua di falda, pescata dai due pozzi artesiani alla base della costruzione, veniva spinta da tre pompe centrifughe verticali nel serbatoio da duecento metri cubi posto a trentacinque metri d’altezza. Da qui, grazie alla forza di gravità, aveva abbastanza pressione per poter circolare nei tubi della rete idrica nervianese. 

“Sarebbe bastato costruire una cisterna in cemento armato sorretto da tre piloni, ma gli ingegneri pensarono di inserire il serbatoio idrico in una torre che avesse uno spessore artistico nello stile littorio proprio di quegli anni — ci spiega Sergio Parini, ex sindaco di Nerviano —. La Torre Littoria, questo il suo “nome di battesimo”, fu il quinto edificio di questo genere eratto in Italia dal regime fascista, dopo quelle di Latina, Arezzo, Milano (Torre Branca,ndr) e Ostra Vetere.

La struttura portante della torre è costituita da una serie di sei pilastri disposti su una platea di fondazione rinforzata da travi rovesce che formano tre telai a quattro maglie collegate da solettoni intermedi. Proprio nella struttura intermedia trova posto il serbatoio idrico. Tutti i piani intermedi sono collegati da una scala d’accesso che giunge sino all’ultima terrazza, posta a 41 metri d’altezza, dove trovano posto una sirena elettrica e una cella campanaria contenente una campana. Nel complesso la torre è alta circa cinquanta metri.

L’edificio, progettato dall’ingegner Luigi Capuano, rientrava in un più ampio progetto che prevedeva la realizzazione dell’impianto fognario e dell’acquedotto di Nerviano progettati dall’ingegner Gabrio Prandoni. La rete di distribuzione dell’acqua potabile fu realizzata dall’impresa Cavalleri di Milano, mentre la torre fu costruita dalla ditta Carini, anch’essa di Milano.

Oggi la Torre è diventata un simbolo di Nerviano, tuttavia ha subito alcune modifiche. In primo luogo non svolge più il ruolo di serbatoio: dagli anni ’80 l’acqua viene mandata in pressione da potenti pompe poste al di sopra dei pozzi dislocati sul territorio comunale. “La campana originaria, fusa nel 1933 dalla A. Bianchini di Varese e pesante una tonnellata, fu rimossa durante il secondo conflitto mondiale per utilizzarne il metallo — ci spiega Parini —. Fu sostituita nel 1948 con una replica. Anche la sirena posta sulla terrazza non è più funzionante. Inoltre l’orologio attuale non è quello originale: fu installato a fine anni ’70 sopra quello originario, più stilizzato e caratteristico. Non solo i fasci littori che sovrastavano la finestra della facciata furono rimossi poco dopo la Liberazione. Per il resto, a parte una operazione di restauro che si renderebbe necessaria per il simbolo di Nerviano, la vecchia cara torre continua a guardare dall’alto lo scorrere delle vicende umane”.

“Ai tempi della sua inaugurazione — prosegue l’ex primo cittadino di Nerviano — il territorio circostante, sgombro dalle molte costruzioni sorte negli anni successivi, faceva si che la sua mole era resa visibile da notevole distanza; cosa che unita al fatto di essere la quinta torre littoria costruita in Italia rendeva i nervianesi orgogliosi e forse anche vanitosi. E così, un po’ per invidia e un po’ per ridimensionare i nostri nonni, Nerviano è stato ribattezzato dai vicini 'Il paese delle teste quadre'”.

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