Giovedì, 24 Giugno 2021
Pero

Rapine, specialisti dei colpi “in trasferta” arrestati dai carabinieri di Pero

La loro carriera di rapinatori provetti si è conclusa. I carabinieri di Pero (Mi) li hanno arrestati. Si tratta di due pluripregiudicati. A novembre, avevano svaligiato anche la banca di credito cooperativo di Cernusco

Rapine in banca, prosegue l'azione di contrasto dei carabinieri. In manette sono infatti finiti gli autori della rapina, consumata alle ore 10.25 dello scorso 19 novembre 2009, in danno della filiale del Credito Cooperativo di Cernusco sul Naviglio.

Due individui a volto scoperto, armati di coltello, avevano fatto irruzione all’interno della banca e tenendo sotto minaccia dipendenti e clienti si erano impossessati di circa 15.000 Euro, dandosi quindi alla fuga a piedi nelle vie circostanti.

I carabinieri di Pero, sul fatto, avevano aperto una indagine che ha consentito di arrestare i colpevoli, grazie ai dati incrociati delle testimonianze e dei filmati. I militari sono così riusciti ad elaborare gli identikit degli autori. I soggetti – C.G., 35 anni, e C.R., 24 anni, entrambi catanesi e pluripregiudicati - venivano arrestati nei loro domicili di Catania, dopo ricerche durate giorni e grazie alla collaborazione dei Carabinieri locali.  Si tratta di due “pendolari del crimine”, specialisti nei colpi “in trasferta”, sospettati di numerose rapine consumate negli ultimi mesi nelle Province lombarde.
  Ai due malviventi si è risaliti incrociando testimonianze e video  

A conferma, C.G. è risultato anche essere il “basista” della rapina consumata lo scorso 3 novembre presso la Banca Popolare di Milano di Pero, S.S. del Sempione, evento per il quale lo scorso gennaio finirono in manette altri due “pendolari” catanesi.

Due individui travisati con berretto ed occhiali, armati di taglierino, avevano fatto irruzione all’interno della banca e tenendo sotto minaccia dipendenti e clienti si erano impossessati di circa 20.000 Euro, dandosi quindi alla fuga a bordo di una Hiundaj Jet rubata poco prima a San Donato Milanese, a bordo della quale si trovava proprio C.V.
Nella soluzione del caso fu fondamentale, oltre ad immagini video e riconoscimenti dei testimoni, un’impronta lasciata dai malviventi sul sistema “Bio-Digit”, installato all’ingresso della Banca, ove tutti i clienti, al fine di accedere, devono appoggiare il pollice per consentire il rilevamento dattiloscopico.
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