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Rho, il comune si schiera contro le sale da gioco

Il primo cittadino di Rho ha siglato il "Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”

Rho in prima linea contro il gioco d'azzardo. Pietro Romano, primo cittadino Rhodense, lo scorso 15 marzo ha partecipato ad un convegno organizzato dalla "Scuola delle buone pratiche, amministratori locali per la sensibilità", insieme a Legautonomie nell'ambito della manifestazione "Fai la cosa giusta".

Per poter colmare il fenomeno del gioco d’azzardo, i primi cittadini di centotrenta comuni, hanno sottoscritto il “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, un manifesto di denuncia contro l’assenza in capo agli amministratori locali di poteri per contrastare l’aumento dei problemi legati al gioco e alle sue conseguenza sul piano sociale. Tale manifesto prevede quindi l’intervento dello Stato con una legge nazionale fondata sulla riduzione dell’offerta e il contenimento dell’accesso, oltre ad interventi con leggi regionali per la prevenzione dai rischi del gioco d’azzardo e la cura dei giocatori patologici.

Inoltre è stata lanciata la proposta di raccolta di firme per una legge quadro di iniziativa popolare che consenta allo Stato una programmazione sulle attività del gioco d’azzardo. Occorre ridefinire le procedure per il rilascio delle autorizzazioni, una legge che rimoduli il ruolo dell’amministrazione autonoma monopoli, alla quale è stata delegata la competenza sull’intero comparto dei giochi, una legge che disciplini tutti gli aspetti più problematici legati al gioco, come l’accesso da parte dei minori, il controllo dei flussi di denaro, una moratoria per l’installazione di nuovi giochi e l’apertura di nuove sale gioco, la limitazione di messaggi pubblicitari.

"Sul territorio della città di Rho sono presenti sei sale giochi e siamo riusciti, per ora, ad impedire l’apertura di una settima sala per problemi di carattere urbanistico — ha dichiarato Pietro Romano —. Tuttavia le slot machine sono presenti un po’ dappertutto in bar e tabaccherie e sono accessibili a chiunque. Il fenomeno del gioco è in costante aumento, soprattutto nelle fasce più deboli della società, persone che vivono già in situazioni al limite della povertà e che giocano tutto quello che hanno, pensione, stipendio, sperando nel colpo di fortuna. È estremamente frustrante — prosegue il primo cittadino — sapere che ciò accade ed avere la consapevolezza non solo di non poterlo impedire, ma anche che quelle stesse persone poi torneranno a chiedere assistenza ai servizi sociali. È importante sostenere — conclude Romano — il percorso di nascita di questa legge ed è importante che lo Stato intervenga".

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