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Gli suonano campanello 50 volte al giorno: l'incubo di un pensionato

Suonano il campanello, tirano calci e pugni alla porta e scappano in bicicletta. Due ragazzini sono diventati l'incubo di un pensionato rhodense. La figlia: "Non chiedo nessun danno per la porta, ma voglio che la smettano"

Una semplice ragazzata si è trasformata in un incubo per un pensionato di Rho. Tutto è cominciato un anno fa quando alcuni ragazzini incominciarono a suonare il campanello e poi scappavano via ridendo. Una semplice ragazzata, nulla di più. "All'inizio non ci davamo peso, ma poi hanno iniziato a venire fino a cinquanta volte al giorno. Ogni volta che uscivamo non c'erano più", racconta Roberta, figlia del pensionato.

I due ragazzini hanno continuato imperterriti nel loro scherzo. Oltre al campanello hanno incominciato a tirare calci e pugni alla porta. Il pensionato, infastidito, usciva dalla porta e li rincorreva, suscitando l'ilarità dei due adolescenti. Una volta Roberta e il suo fidanzato sono riusciti a pizzicarli e sono riusciti a parlare con il padre di uno dei due: ricevute le scuse i due, per qualche tempo, non si sono più fatti vedere.

L'odissea è presto ripresa. Scampanellate e calci alla porta. Roberta e suo padre hanno quindi installato una telecamera sulla porta di ingresso, per immortalare i due nelle loro gesta. La paura di essere ripresi li ha tenuti lontani per un mese e mezzo, ma ora è già la terza volta che si fanno vivi in pochi giorni. Roberta è esasperata: suo padre soffre di cuore e ha paura che nel rincorrerli si affatichi troppo e si faccia del male.

Sono state avvertite le forze dell'ordine e la foto è stata diffusa anche sui social network. Roberta spera che qualcuno possa riconoscerli. "Non chiedo alcun risarcimento per i danni alla porta — che a furia di calci e pugni è stata danneggiata — però chiedo che i due la smettano", ci dice rassegnata.

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