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Rho, apre una nuova sala gioco. Il sindaco: "Contrasta con il nostro regolamento"

Il primo cittadino rhodense contro le sale da gioco: "Una vera e propria piaga sociale contro la quale sto combattendo e che sta distruggendo persone, famiglie e comunità"

Le sale da gioco a Rho sono una realtà. Gli amministratori hanno cercato di regolamentare il fenomeno ponendo dei limiti. Il consiglio comunale, nell'estate del 2012, ha approvato un regolamento per l'apertura e la gestione delle sale giochi. Tale documento vieta l'apertura di tali esercizi a meno di quattrocento metri da qualsiasi scuola di ordine e grado. Un nostro lettore, però, ci ha fatto notare che una nuova sala da gioco in città non rispetterebbe tale vincolo.

"L'apertura di una nuova sala per il gioco d'azzardo in largo Mazzini contrasta con il nostro regolamento", scrive Pietro Romano, sindaco di Rho e aggiunge che il comune è già intervenuto con provvedimenti sanzionatori nei confronti dell'esercizio.

Romano non usa mezzi termini per definire le sale da gioco: "Una vera e propria piaga sociale contro la quale sto combattendo e che sta distruggendo persone, famiglie e comunità. Sto facendo il possibile per arginare questo fenomeno, ma il problema sta nella legge che ha sostanzialmente liberalizzato queste attività che possono essere aperte senza l’autorizzazione del comune".

Il sindaco di Rho non ha intenzione di restare con le mani in mano. Romano, per protestare contro il fenomeno delle sale gioco, sarà presente il 14 gennaio prossimo a Milano per una conferenza stampa organizzata da Legautonomie Lombardia. "Sarà anche l’occasione per trovare soluzioni comuni e per richiedere al governo una nuova legge nazionale che consenta l’apertura di sale gioco solo a seguito di parere preventivo dei comuni ed ai sindaci di emettere ordinanze per definire l’orario di apertura — spiega il primo cittadino di Rho —. Sono i sindaci a dover controllare il territorio ma, assieme alle forze dell’ordine, devono poter avere gli strumenti per contrastare il gioco d’azzardo. Non è possibile non poter reagire contro questo fenomeno. È davvero da ipocriti — conclude Romano — riconoscere la ludopatia come malattia e stanziare risorse per la sua cura, ma poi non fare leggi adeguate per limitare il proliferare di sale da gioco".

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