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Rho, protesta per lo sgombero della Fornace in piazza Visconti: 500 i manifestanti

Il corteo è partito alle ore 22 da piazza Visconti, a Rho. Cinquecento i manifestanti che hanno sfilato tranquillamente per le vie della città. Occupato un altro stabile per proseguire l'attività del centro sociale

Grande partecipazione, ieri sera a Rho, al concentramento per protestare contro lo sgombero del centro sociale Fornace ad opera delle forze dell’ordine, avvenuto nella mattinata. A partire dalle otto e mezza di sera, in piazza Visconti, davanti al Municipio, si sono radunate circa cinquecento persone, in prevalenza giovani non solo rhodensi (c’era anche la rete dei Corsari), ma anche gente comune, cittadini, esponenti politici.

Il corteo è partito alle ore 22 e si è svolto senza incidenti, anche se i toni verbali dei manifestanti sono stati molto accesi. Particolare veemenza è stata usata quando la manifestazione ha transitato davanti ai cancelli della fabbrica ex Diana De Silva, che secondo i piani del Comune sarebbe dovuta diventare la nuova sede del Tribunale, ma non solo: si parla anche di spazi commerciali e residenziali.

Il video del corteo

I ragazzi hanno espresso la loro insoddisfazione verso l’amministrazione comunale indicando nella persona del sindaco Zucchetti (PdL) il mandante diretto dello sgombero del centro sociale, in quanto sarebbe personalmente interessato all’area. E non hanno mancato di denunciare gli interessi (a dir loro) di aziende come Gi.Group (agenzia di lavoro interinale) e più in generale della Compagnia delle Opere che intenderebbe “mettere le mani su Rho”.

 



I ragazzi della Fornace hanno rivendicato il loro ruolo di critica e attenzione, in questi cinque anni di vita del centro sociale, anche verso i problemi di tutti i giorni, come la soppressione di alcuni treni per i pendolari che vivono in zona e lavorano a Milano.

Il corteo si è chiuso nella stessa piazza Visconti, poi si è sciolto. Ma nel frattempo alcuni avevano occupato una ex fabbrica dismessa, la Mtm, in via Moscova 5, con l’intenzione di continuare a far vivere le attività della Fornace.

Presente al corteo l’ex consigliere regionale di Rifondazione, Luciano Muhlbauer, secondo cui lo sgombero è “ingiustificato per l’ordine pubblico e non ha motivazioni di carattere giudiziario. Si vuole eliminare una voce critica che ha denunciato le speculazioni del sindaco Zucchetti con le sue proprietà, sia nei pressi della Fornace sia per la vicenda della nuova sede del liceo Rebora. Tutta questa fretta natalizia, quando la questura non considerava la Fornace un problema, è una porcata. Mi auguro che al più presto rinasca uno spazio sociale perché è grazie alla Fornace che sono emersi alcuni problemi, come i treni dei pendolari”.

Intervenuto anche il capogruppo di Rifondazione in Comune, Domenico Maggio. “E’ l’ennesima barbarie in città, dopo che la Giunta si è vista bocciare il Pgt e il piano Alfa. Mi pare che l’unica cosa che è migliorata sia l’attività di CL. Intanto la città è dimenticata, mancano le illuminazioni in diversi quartieri ma si spendono 20mila euro per le fioriere di piazza Visconti. Oltre che da consigliere comunale lo dico da cittadino, perché sono in tanti a essere delusi da Zucchetti e dalla giunta, che secondo me non sopravvive più di un mese”.

Al corteo è stata segnalata tramite volantinaggio anche la situazione della Corena Occupata di Nerviano, non distante da Rho. Si tratta di una struttura occupata da circa 65 lavoratori della ex cooperativa Alfa, licenziati recentemente. L’occupazione dura da una decina di giorni e giovedì 6 gennaio ci sarà un concerto di solidarietà dentro l’ex fabbrica.

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