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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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«Dimenticato» per due anni dai servizi sociali: viveva in mezzo a spazzatura ed escrementi

È la storia di Pietro, residente a Rho. Il sindaco: «non siamo riusciti ad essere tempestivi e di questo sono il primo ad esserne dispiaciuto»

Chiuso in casa. Costretto a vivere in due locali al primo piano di un’ex casa colonica senza riscaldamento e bagno. Tra montagne di spazzatura e i suoi stessi escrementi, abbandonato anche dai servizi sociali. Così viveva fino al 20 febbraio PIetro F., 68enne di Rho. Solo, senza parenti o amici. Soltanto con l’aiuto di qualche vicino di casa.

La situazione si protraeva da due anni. Lo scorso agosto un vicino, Alessandro Tidei, aveva segnalato la questione al sindaco e ai servizi sociali ?«Ho già dato incarico agli uffici competenti di occuparsi della situazione del Sig. F. che ha certamente bisogno di aiuto sotto molteplici aspetti e per risolvere gli aspetti igienico sanitari», fu la risposta di Pietro Romano, primo cittadino. Poi sulla vicenda cadde il silenzio.  

«Attualmente la situazione è peggiorata. Il signor Piero non è quasi più in grado di camminare ed espleta i suoi bisogni nella sua abitazione, dove non ci sono i servizi», ha scritto lunedì 16 febbraio Tidei al sindaco e ai servizi sociali. Al testo è seguita una seconda mail, e venerdì il «carteggio» è arrivato alla nostra redazione. «Per conoscenza, se potete aiutarmi».

Il sindaco — interpellato da MilanoToday — ha riferito che la scorsa estate, dopo essere venuto a conoscenza del frangente, aveva segnalato il caso agli uffici competenti. «Pochi giorni fa ho ricevuto altra segnalazione dalla stessa persona ed ho appreso che la situazione non era stata ancora risolta, anche se era stato programmato un ricovero in Rsa, perché siamo di fronte ad una persona anziana, priva di mezzi economici e con vari problemi».

«Ho quindi personalmente ripreso in mano la situazione e disposto un immediato intervento che oggi è andato a buon fine. Al signor F. è stata trovata un'adeguata sistemazione in attesa del trasferimento in Rsa — ha proseguito il primo cittadino —. È però evidente che nei suoi confronti non siamo riusciti ad essere tempestivi e di questo sono il primo ad esserne dispiaciuto. Anzi mi sento in dovere di fare le scuse al signor F.  perché malgrado le molte richieste che pervengono ai nostri uffici e gli aiuti che ogni giorno eroghiamo, nei casi come il suo dobbiamo riuscire ad intervenire immediatamente. Non è ammissibile — ha concluso Romano — che nella nostra città qualcuno possa vivere in queste condizioni ed essere lasciato a se stesso. Ora la situazione e' risolta ma farò in modo che in futuro di fronte a situazioni così gravi si intervenga immediatamente».

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