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La club house oggetto dello scandalo

La club house oggetto dello scandalo

Club House, annullata la procedura di gara

Per la gestione della struttura del parco “Puglisi” si riparte da zero

L’Amministrazione Comunale di San Donato ha deliberato di annullare la procedura di gara e gli atti susseguenti che hanno portato, nel maggio del 2012, all’assegnazione alla Dream Lair del locale Club House all’interno del Parco della Legalità, intitolato a padre Pino Puglisi.

La decisione, giunta al termine di un lungo iter di verifica interno affiancato parallelamente da un’azione di autotutela sul piano legale, culminata nella presentazione di un esposto all’autorità giudiziaria da parte del Sindaco Andrea Checchi lo scorso 24 giugno, è stata assunta tramite Determina nei primi giorni di luglio dal dirigente responsabile dell’Area tecnica del Comune, notificata nella giornata di ieri all’associazione aggiudicataria dell’immobile.

La disposizione dirigenziale sancisce le gravi irregolarità che hanno contrassegnato l’intero iter burocratico relativo all’assegnazione, in particolare nell’individuazione dei criteri della procedura negoziata, cambiati rispetto a quanto stabilito nella gara pubblica andata precedentemente deserta, e nella selezione dei soggetti partecipanti, fase, quest’ultima, in cui non risultano essere stati rispettati i principi della trasparenza e della libera concorrenza, così come non risulta essere stato perseguito il metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, stante la partecipazione di un solo soggetto alla procedura. Lo stesso soggetto vincitore, l’associazione Dream Lair, connota inoltre la propria attività in prevalenza nell’ambito dell’attività ludica e videoludica, cui è difficile assimilare i settori dell’assistenza sociale e della creazione di occasioni aggregative, culturali e di animazione cui dovrebbe essere destinata la Club House.

“In questa vicenda – ha commentato il sindaco Andrea Checchi - siamo risaliti fino alla fonte, con un lavoro lungo e accurato di verifica dell’intero iter burocratico che ha portato all’assegnazione e che ci era parso da subito viziato da gravi irregolarità. L’indagine interna, forte anche del parere dei nostri legali, ha certificato tali vizi e ci impone, di fatto, di annullare quell’atto e di ripartire da capo con un nuovo bando e nuovi criteri per l’assegnazione. Non si tratta di un’azione contro qualcuno, lo ribadisco, ma di una decisione dettata dall’esclusiva volontà di garantire in pieno il rispetto della legalità cui un’Amministrazione pubblica non può mai derogare”.

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