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62enne sandonatese vince lotta con Equitalia

L’uomo salda i suoi debiti con la giustizia ma poi torna in tribunale per una serie di cartelle esattoriali da un milione di euro

La storia di quest’uomo inizia nel lontano 2000 quando l’uomo che lavorava in banca a San Donato Milanese, incensurato era stato arrestato perché nel 1997 nella sua filiale era stata commessa una rapina da 300 milioni di lire. Il colpo molto consistente rispetto al denaro solitamente disponibile in quella filiale del Banco di Roma, fece pensare fin da subito ad un basista.

A seguito di molteplici indagini che hanno coinvolto l’uomo anche in procedimenti per i quali si è sempre ritenuto innocente, il 62enne ex bancario di San Donato è stato riconosciuto colpevole di aver passato informazioni a quei rapinatori che colpirono nella filiale in cui lavorava, e ha scontato 5 anni di carcere. Ha pagato gli avvocati, le spese di carcerazione preventiva, poi, finiti i soldi, la banca gli ha fatto causa per l’entità del bottino pignorandogli per il resto della vita un quinto della pensione.

Ma nell’ottobre 2012, passati sei anni dall’ultimo giorno in cella, era stato raggiunto da una raffica di cartelle esattoriali Equitalia, gli veniva chiesto un milione di euro, “in solido” con tutti gli altri imputati, a titolo di spese di giustizia. Grazie ai suoi legali, dopo una complessa e costosa causa civile ed essersi rivolti al tribunale di sorveglianza sono riusciti a fare in modo che l’uomo non debba pagare un solo euro. Il 62enne vuole ringraziare pubblicamente i suoi legali che hanno accettato il non facile incarico.

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