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San Donato, Squeri contro Dompè. Interviene Podestà

Guido Podestà getta acqua sul fuoco scatenato dalle forti dichiarazioni rilasciate da Squeri, che è già stato candidato sindaco nel 2002

"Gli interessi della città devono prevalere su quelli di correnti e correntucole che possono esserci all’interno del partito, pertanto trovo del tutto improvvida l’uscita da parte di un mio assessore". Questo il sunto delle dichiarazioni rilasciate dal presidente della provincia di Milano, Guido Podestà. Nella giornata di ieri Podestà è intervenuto, con queste e altre affermazioni rilasciate nel pomeriggio per telefono, con lo scopo di allentare le tensioni interne al Pdl di San Donato Milanese.

L'antefatto: nei giorni scorsi, il rappresentante del suo esecutivo con delega al bilancio, Luca Squeri, ha dichiarato che, con il sindaco uscente Mario Dompè come candidato, il Pdl sandonatese perderebbe le elezioni amministrative previste per la prossima primavera.

Squeri non è soltanto assessore provinciale al bilancio ma è uno "storico" esponente sandonatese di Forza Italia prima, e del Pdl poi. Alle comunali del 2002 si candidò a sindaco per la coalizione di centro-destra mettendo in seria difficoltà l'avversario Achille Taverniti, che comunque vinse al primo turno con poco più del 50% dei voti, e in consiglio comunale guidò l'opposizione.

"Non vorrei - ha commentato duramente Podestà - che ci siano delle vecchie beghe di partito che mettono in secondo piano gli interessi della città, ma è comunque certo che questo tipo di dichiarazioni incomprensibili non fanno altro che alimentare le diatribe e non agevolano il compito di chi sta amministrando".

"Quando si rappresenta un’amministrazione provinciale - ha continuato Podestà - non si può andare sul territorio a rendere più difficile una responsabilità di governo". Senza sbilanciarsi in merito a quella che sarà la scelta definitiva del candidato sindaco e spezzando una lancia a favore del sindaco in carica, Podestà ha evidenziato che "un sindaco che sta agendo bene si porta ad avere due mandati, perché è difficile riuscire, con l’insieme di regole e di norme che abbiamo, a rendere effettivo un qualunque programma in un periodo di soli cinque anni, pertanto si punta alla riconferma".

In attesa dunque del congresso e del nuovo coordinatore provinciale, il rappresentante di palazzo Isimbardi invita ad una situazione più pacata per permette all’amministrazione in carica di poter concludere bene il proprio mandato.

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