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Gli tolgono la luce, protesta davanti all’Eni

L’uomo contesta un conguaglio esorbitante e si presenta agli uffici per parlare con i dirigenti dell’Eni

Si chiama Gennaro Cantatore ha 53 anni e deve mantenere una famiglia di 4 figli. Da quando lunedì gli è stata staccata la luce a casa non può nemmeno più utilizzare gli elettrodomestici.

È cosi partito da Gerenzano in provincia di Varese ed è arrivato fino a San Donato, barricandosi davanti al quinto palazzo Eni per dar vita a un clamoroso sit in di protesta. Voleva entrare, essere ascoltato o si sarebbe incatenato davanti al quartier generale dell’azienda. Perciò ha chiesto l’intervento di carabinieri e carta stampata locale per fare sapere a tutti del sopruso che avrebbe subito.Alla fine i militari di san Donato sono arrivati, hanno verificato che la situazione non degenerasse e sono rimasti in zona per tutta la mattinata.

L’uomo che vive in un appartamento di 60mq insieme alla moglie e ad uno solo dei figli, gli altri sono indipendenti, si è visto recapitare un conguaglio di ben 1800 Euro da pagare all’Eni. Subito è stato aperto un contenzioso a cui sono seguite però altre tre bollette da 350 Euro l’una.

La protesta ha avuto però esito positivo. Gennaro infatti è stato ricevuto da ben quattro dirigenti e gli è stata immediatamente riattivata la linea. Anche se l’azienda tiene a precisare che non ci sarebbero errori e che il consumo fatturato risulta in liena con quanto comunicato dal distributore e dichiarato dal cliente in autolettura.

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