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Gianluigi Castelli nel corso della presentazione

Gianluigi Castelli nel corso della presentazione

A San Donato la nuova frontiera dell’innovazione: "Watson"

Il sistema cognitivo in grado di analizzare in soli 15 secondi le cartelle cliniche di 10 milioni di pazienti. È la nuova frontiera del Cognitive Computing presentato da Eni e IBM

È nel cuore del quartiere affari di San Donato che Eni e IBM hanno scelto di presentare uno dei ritrovati della tecnologia che svolgerà un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni.

Si chiama “Watson” e rappresenta la nuova frontiera del Cognitive Computing, la sfida del futuro che permetterà all'intelligenza artificiale di interagire direttamente con l'uomo nel linguaggio naturale e di costruire informazioni utili in diversi campi a partire da dati disaggregati. Questa è la promessa dei sistemi cognitivi. Una categoria di tecnologie che utilizza l'elaborazione del linguaggio naturale e dell’apprendimento automatico per consentire alle persone e alle macchine di interagire in modo più naturale, estendendo e potenziando le competenze e le capacità cognitive umane.

Gli esempi di ambiti di applicazione che già oggi beneficerebbero di tali capacità di ordine superiore sono molti: la diagnostica medica, il supporto ai clienti, la progettazione e la conduzione di campagne di marketing sempre più efficaci, la modellazione biologica, la farmacologia, l’esplorazione di nuove.

"Watson"è un sistema in grado di competere con la capacità umana e di rispondere a domande poste in linguaggio naturale, con velocità, accuratezza, di interagire con l'uomo nel linguaggio naturale e di imparare dall'esperienza.

La prima uscita pubblica di "Watson", dal nome del fondatore di IBM Thomas J. Watson, è stata in occasione della partecipazione al format di Jeopardy!, il famoso quiz televisivo americano, e ha rappresentato la sfida estrema, la cosiddetta Grand Challenge, perché gli indizi del gioco prevedono l’analisi di sottigliezze di significato, ironia, enigmi e altre complessità in cui gli esseri umani eccellono e i computer tradizionalmente no.

A competere contro "Watson" sono stati i due più famosi concorrenti: Ken Jennings che ha battuto il record di Jeopardy! del maggior numero di partite consecutive giocate vincendo 74 partite di fila durante la stagione 2004-2005, e Brad Rutter che ha vinto il più alto montepremi mai conquistato da un singolo giocatore di Jeopardy! guadagnando 3.255.102 dollari. Ma alla fine Watson ha vinto la sfida e IBM ha devoluto la vincita in beneficenza.

Il sistema ha già trovato applicazione pratica al servizio della ricerca clinica in ambito oncologico. Basti pensare che "Watson" è in grado di studiare in 15 secondi cartelle cliniche appartenenti a 10 milioni di pazienti per aiutare i medici nel riconoscere patologie gravi o ancora in 15 secondi può confrontare i sintomi di un milione di pazienti affetti da tumore per aiutare i medici a prescrivere terapie migliori. Ed in breve tempo, è destinata a rivoluzionare un più ampio numero di settori - energia, salute, retail, editoria, finanza, biotech, farmaceutico - e molteplici aspetti della nostra stessa quotidianità.

Gianluigi Castelli, Eni Executive Vice President ICT ha spiegato che "tra i quattro megatrend che caratterizzano l’informatica più recente (Cloud, Mobile, Big Data e Social), i Big Data sembrano quelli più promettenti per i benefici che possono portare in molti campi di attività aziendali. La complessità e l’eterogeneità dei dati, molti dei quali non strutturati e non di “proprietà” aziendale, costituiscono però l’ostacolo più difficile e, nonostante il miglioramento dei metodi analitici classici, la costruzione di informazioni utili a partire da dati disaggregati resta solo parzialmente realizzata. Se si considera che i dati vengono generati senza soluzione di continuità da persone, sistemi informativi, dispositivi di ogni tipo per più un trilione di oggetti tra loro collegati e che ogni giorno se ne produce una quantità pari a 2,5 miliardi di gigabyte, risulta chiaro che l’effetto volume contribuisce all’aumento della complessità in modo rilevante. Perciò è indispensabile considerare i dati come una nuova risorsa naturale, da cui può derivare forza competitiva. A patto che ci si attrezzi con strumenti e processi per avere capacità di analisi in tempo reale e possibilità di estrarre conoscenza”.

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