San Giuliano MilaneseToday

Non pagano la partita di droga, cercano di ucciderli al bar: arrestati per tentato omicidio

Nei guai due cittadini albanesi di 23 e 40 anni, arrestati per tentato omicidio

Il luogo dell'aggressione

Si è chiuso il cerchio attorno ai presunti responsabili dell'aggressione avvenuta nella serata di venerdì 3 novembre alla trattoria la Primavera di via Carducci a San Giuliano Milanese. I carabinieri della compagnia di San Donato Milanese — in collaborazione con Interpol e coordinati dalla Procura di Lodi — hanno individuato e arrestato con l'accusa di tentato omicidio in concorso i presunti  autori del fatto; nei guai due cittadini albanesi: G. P., 40 anni, e G. G., 23 anni. Due nomi già noti alle forze dell'ordine.

L'aggressione

Tutto era accaduto poco dopo le 23 all'interno della trattoria "Primavera" di via Carducci quando due persone armate di coltello entrarono e sferrarono diversi fendenti a tre cittadini marocchini di 37, 34 e 33 anni che si trovavano al bancone. Coltellate dritte agli organi vitali sferrate con coltelli con lame seghettate e lunghe 30 centimetri.

Soccorsi dai sanitari del 118 erano stati accompagnati in condizioni disperate al pronto soccorso, dove sono rimasti in prognosi riservata fino a inizio 2018. Non solo: uno di loro (il 34enne) ha perso un rene in seguito alla brutale aggressione

Un regolamento di conti

Secondo gli investigatori l'aggressione sarebbe stata premeditata e sarebbe scattata in seguito a una partita di droga non pagata. Non è chiaro l'ammontare del debito, ma i carabinieri hanno riferito che potrebbe essere nell'ordine delle decine di migliaia di euro. I due "clan" — secondo i militari — avrebbero cercato di collaborare nell'attività di spaccio di stupefacenti. I marocchini avrebbero quindi comprato a credito, senza saldare, una partita di droga dagli albanesi. E il debito non onorato sarebbe stata la causa che ha fatto scattare l'aggressione.

Le indagini

I militari della compagnia di San Donato sono arrivati ai presunti aggressori anche grazie ai testimonianze delle persone che avevano assistito alla scena.

Il primo a finire in carcere è stato G. G., arrestato all'esterno dell'ospedale Sacco il 15 novembre, dopo che era andato a farsi togliere alcuni punti di sutura a una ferita che, con ogni probabilità, ha riportato dopo l'aggressione.

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G. P., invece, aveva fatto perdere le proprie tracce scappando in Albania poco dopo il fatto di sangue. Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale e nella giornata di martedì 15 maggio è stato fermato dalle forze dell'ordine albanesi  in una stazione ferroviaria nell'hinterland di Tirana mentre cercava di prendere un treno. L'uomo verrà estradato in Italia. Le armi del delitto non sono state trovate.

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