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Condannato per omicidio volontario, perseguita la donna da cui ebbe un figlio: arrestato

L'uomo è stato sorpreso appena dopo avere sparso del liquido infiammabile davanti alla porta di casa di lei

Repertorio

Uscito di prigione ad aprile dopo una condanna a 18 anni per omicidio volontario (l'ultima parte ancora da scontare con l'obbligo di firma), ha immediatamente iniziato a perseguitare la sua ex compagna, dalla quale aveva avuto un figlio 19 anni fa. Lei, impaurita, non l'ha mai denunciato fino al 29 ottobre, quando il suo ex si è presentato per l'ennesima volta a casa, a San Giuliano Milanese, di prima mattina, e ha cominciato a prendere a calci la porta dell'appartamento.

Non contento, ha cosparso del liquido infiammabile vicino alla porta. La donna, spaventatissima, ha deciso di chiedere aiuto al numero di emergenza 112. I carabinieri lo hanno trovato ancora sul pianerottolo e l'hanno arrestato in flagranza per maltrattamenti in famiglia. L'uomo, ora 36enne, si chiama Fabio Argentieri. E' stato portato nel carcere di Lodi. 

Tra le tante minacce, in questi mesi ha spesso avvertito la donna di avere già ucciso una volta e di non avere paura di rifarlo con lei, che nel frattempo si è rifatta una vita e ha un altro figlio adolescente, avuto con un altro uomo. Argentieri, nel 2003, uccise durante una rissa in strada un ex collaboratore di giustizia uscito dal programma di protezione, Crocifisso Ferrigno. Entrambi vivevano nello stesso quartiere della città siciliana di Gela. 

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