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Omicidio San Giuliano, fermato un operaio: "Mi sono vendicato"

Un operaio 25enne di Caselle Lurani avrebbe parzialmente ammesso l'omicidio di Saverio Verrascina, ucciso a Zivido di San Giuliano. I due avevano avuto l'8 gennaio un violento diverbio: il presunto killer era stato ferito gravemente a volto

Svolta decisiva, forse, per le indagini sulla morte di Saverio Luca Verrascina, assassinato la notte di martedì 10 gennaio a Zivido di San Giuliano con diversi colpi di pistola. I carabinieri del Nucleo operativo di San Donato, insieme ai colleghi della tenenza di San Giuliano, hanno sottoposto a fermo come indiziato un operaio italiano di 25 anni, di Caselle Lurani, Giuseppe P. 

L'uomo, secondo una prima ricostruzione, avrebbe avuto con la vittima un violento diverbio la sera dello scorso 8 gennaio, per questioni relative allo spaccio di droga. L'assassino sarebbe stato colpito più volte da Verrascina, rimanendo ferito al volto con profondi tagli (per questo era stato ricoverato all'ospedale di Vizzolo Predabissi). 

I due si sarebbero rincontrati proprio la sera di martedì, davanti all'abitazione di Verrascina, che stava rincasando. Ci sarebbe stato un altro aspro litigio, e questa volta il 25enne sarebbe "scoppiato", facendo esplodere tre colpi con la pistola che aveva portato con sè verso il muratore 38enne.

Il procuratore di Lodi, Armando Spataro, è stato a San Donato per condurre personalmente l’interrogatorio del giovane. Avrebbe parzialmente ammesso il delitto. Le prove sono sufficienti per lo stato di fermo, indiziato di omicidio. 

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