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Giro di valzer nella sanità pubblica a Sud di Milano

Da Angelo Cordone a Paolo Moroni e Pietro Caltagirone. Sono questi i nomi che stanno cambiando la sanità lombarda

Dopo il san Raffaele, noto ospedale lombardo, si passa il testimone anche ai vertici del colosso sanitario locale e dell'azienda ospedaliera di Melegnano: da Angelo Cordone a  Paolo Moroni, che il 1° gennaio si è insediato ufficialmente nel quartier generale di Vizzolo Predabissi.

In questo cambio di ruoli previsto dalla regione Lombardia, Cordone, rimasto al comando dell’azienda ospedaliera melegnanese per soli dodici mesi, è stato assegnato al complesso sanitario del San Matteo di Pavia. Moroni, appartenente all'area pdl come Cordone, arriva dall’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, dove era in carica dal gennaio del 2011, al suo posto ora è presente Pietro Caltagirone. Paolo Moroni adesso si trova alla dirigenza di una realtà che, con 6 ospedali e 15 poliambulatori, rappresenta la massima autorità dell'ambito della sanità pubblica tra il Lambro e la Martesana.

In questi centri ospedalieri si trovano in totale 864 posti letto e qui lavorano circa 2.500 persone tra medici, infermieri, amministrativi e tecnici. In questa realtà mediamente avvengono 36.000 ricoveri all’anno, oltre 15.000 interventi chirurgici e 150.000 accessi al pronto soccorso.

Sono cifre importanti che potranno essere ulteriormente incrementate grazie all'attuazione  di tre concetti chiave come: qualità, quantità e rispetto del paziente. Sono infatti questi i principi cardini che il dottor Moroni ha deciso di porre in essere in questa sua nuova sfida, non resta che aspettare e vedere se il tempo gli darà ragione.

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