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General Electric rifiuta la richiesta di riaprire il confronto al Ministero: nubi sul futuro

Lo hanno comunicato con una nota i sindacati. Il futuro dello stabilimento di Sesto San Giovanni e dei suoi dipendenti, da giorni in assemblea permanente, è sempre più incerta

Lavoratori di General Electric in assemblea (foto Fiom/Fb)

Sembra sempre più segnato il destino della General Electric di Sesto San Giovanni. Nella giornata di lunedì la direzione del gruppo ha rifiutato la richiesta del Ministero dello sviluppo economico di riattivare il confronto tra le parti per individuare una soluzione alternativa ai licenziamenti e in grado di dare una prospettiva industriale al sito. Lo hanno comunicato in una nota congiunta Fim, Fiom, Uilm Nazionali.

«L'azienda — si legge nel comunicato — ha assunto un atteggiamento irresponsabile arroccandosi sulle proprie posizioni di rigidità e ha respinto la proposta di sospendere il termine per i licenziamenti».

Nulla di nuovo sul fronte delle soluzioni occupazionali alternative. General Electric si è limitata a prevedere delle ricollocazione di alcuni degli esuberi del sito lombardo, oltre che nei siti del Piemonte e della Toscana, anche in quelli di Puglia e Campania, e licenziamenti incentivati per la quasi totalità dei lavoratori. 

Nessuna novità anche sulle prospettive industriali. L'azienda ha rifiutato di predisporre un piano di reindustrializzazione e si è limitata alla disponibilità di mettere a disposizione ad un possibile acquirente il solo sito locale, ma non anche la proprietà intellettuale e di conoscenza tecnologica sviluppata a Sesto.

I sindacati ribadiscono «La necessità di un piano di mantenimento del sito produttivo, anche mediante la riconversione o il subentro di terzi soggetti industriali, e contando sull'impegno e le disponibilità di sostegno offerte dalle Istituzioni locali e dal Governo»

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