Sesto San Giovanni

Muore Giuseppe Carrà, ex sindaco di Sesto e presidente Geas

Una vita spesa per il comunismo e per Sesto: arrivano i fascisti e lui li combatte tra i partigiani, studia Marx in fabbrica insieme ai suoi compagni, poi diventa sindaco

Il comune di Sesto San Giovanni

L'altra sera si è spento Giuseppe Carrà, ex sindaco di Sesto e presidente della polisportiva Geas. Una vita spesa nel partito comunista, tra le file dei partigiani prima e poi tra i compagni operai, a stampare illegalmente gli opuscoli con la sintesi del Capitale di Marx, a vedere la sua Sesto cambiare. Nasce a Voghera per poi trasferirsi nel 1937 nella città che gli entrerà per sempre nel cuore: Sesto.

Inizia a lavorare come operaio in Breda all’età di 14 anni, a 18 è nel comitato segreto d’agitazione che organizzerà lo sciopero del marzo 1944. Inizia a studiare Stalin e Marx, grazie alle stampe illegali che circolavano in fabbrica. I suoi superiori lo interrogavano, e dicevano che mai sarebbe diventato un buon comunista. Scoppia la guerra, e lui fugge: per i fascisti non vuole combattere. Si unisce invece ai partigiani dell’Oltrepò pavese, raggiungendo il vertice di commissario della 128ª brigata Garibaldi Sap. Rientra poi con documenti falsi e il comando regionale lo richiama.

Dopo la guerra, per Carrà arriva la politica, sempre però tra le fila rosse. Consigliere comunale per tre volte, assessore e poi sindaco dal 1962 al 1970. Non abbandonò mai la sua dottrina politica: dirigente comunista, partecipante al comitato centrale e della commissione centrale, membro della segreteria della federazione milanese e segretario della Fiom provinciale. Nel 1996 l’ombra del carcere, dopo il patteggiamento, per corruzione nella vicenda della ristrutturazione dell’inceneritore di via Manin: lui si è sempre definito innocente. Una vita lunga, oggi avrebbe 86 anni, spesa per la sua città.

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