Martedì, 27 Luglio 2021
Sesto San Giovanni Viale Ercole Marelli

Gian Matteo Marangoni: "Il centro accoglienza? L'accordo c'è"

Il presidente di UniAbita, in un'intervista a MilanoToday, racconta il progetto nato dalla collaborazione della sua cooperativa con il comune di Sesto San Giovanni e la Cooperativa Lotta contro l'Emarginazione. Un centro accoglienza profughi che dovrebbe sorgere nello storico palazzo ex sede dei sindacati di viale Marelli

Il Presidente di UniAbita Gian Matteo Marangoni

"C'è un vero e proprio bando al quale la Cooperativa Lotta contro l'Emarginazione sta partecipando e poi la Prefettura di Milano dovrà rendere ufficiale il tutto. Noi per il centro accoglienza profughi che dovrà nascere a Sesto San Giovanni abbiamo dato la disponibilità dello stabile, ex sede dei sindacati, di nostra proprietà". Sono queste le parole del presidente di UniAbita Giana Matteo Marangoni alla domanda su come fosse nata questa trattativa. L'ex sede dei sindacati di viale Marelli, infatti, ospiterà il centro accoglienza che riuscirà ad ospitare fino a 25 persone.

UniAbita è una cooperativa che ha come scopo principale l'attuazione del diritto alla casa e l'integrazione sociale dei cittadini. "Noi siamo una realtà privata che opera nel sociale, - spiega Gian Matteo Marangoni - per questa ragione abbiamo dimostrato la massima disponibilità al progetto proposto dal comune di Sesto San Giovanni, ma a condizione che fosse a tempo determinato". Lo stabile, infatti, rientrerà in possesso di UniAbita dopo circa un anno. "Abbiamo altri progetti per quella struttura - racconta ancora il presidente - che ad oggi non possiamo comunicare perché non sono del tutto definiti".

Il sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò alla conferenza stampa che si è tenuta martedì 3 marzo aveva parlato di "segnale positivo dell'accoglienza di questa città". Il primo cittadino aveva anche dichiarato che era "una risposta all'emergenza umanitaria e tutte le città devono farsene carico".  

Sesto San Giovanni già aveva ospitato, lo scorso settembre, dei profughi un alcuni palazzi di via Fiorani creando malcontento cittadino. Nel territorio, inoltre, l'esigenza abitativa sembra essere un problema serio e proprio per questo motivo nell'ultimo periodo sono stati ben due gli stabili (ex Impregilo e l'ex call center dell'Alitalia) occupati dai sestesi che non possono permettersi un tetto dove vivere.

In questi giorni, addirittura, la polizia locale ha sventato un'occupazione in una cascina vicino a via Falck. Per queste ragioni la domanda è lecita: UniAbita non ha paura di potersi mettere in cattiva luce agli occhi della popolazione di Sesto San Giovanni? "Non voglio e non ho tempo di parlare di questi aspetti - risponde il presidente Marangoni - sono 112 anni che la nostra cooperativa lavora in modo impeccabile. Strumentalizzare un gesto come il nostro non lo trovo interessante e poi questi sono problemi che competono al comune, non certo a noi".

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