Giovedì, 5 Agosto 2021
Sesto San Giovanni Via Bernardino Luini

Moschea temporanea di Sesto, il sindaco risponde al Pirellone: «La struttura è regolare»

La prima cittadina Monica Chittò: «Le argomentazioni hanno solo un fine elettorale»

«Le argomentazioni tecniche addotte per chiedere l’abbattimento (della moschea temporanea di Sesto, ndr) non hanno alcun fondamento giuridico, ma solo una finalità politica ed elettorale». È quanto ha dichiarato Monica Chittò, prima cittadina di Sesto San Giovanni, in n merito alla presa di posizione dell’assessore regionale Beccalossi e del consigliere comunale Lamiranda sulla presunta illegittimità della struttura temporanea di via Luini, concessa al Centro Culturale Islamico.

Beccalossi e Lamiranda sostengono che la struttura è stata realizzata dopo l’entrata in vigore della legge regionale sui luoghi di culto e che, avendo carattere provvisorio, andrebbe demolita entro novanta giorni dalla sua realizzazione. Ma dal Municipio arriva una risposta secca: «Le argomentazioni non hanno alcun fondamento e peraltro la legge regionale, già dichiarata in parte illegittima dalla Corte Costituzionale, non è ancora applicabile. La concessione dell’area di via Luini è stata prevista dal Comune di Sesto San Giovanni con la delibera di Consiglio Comunale 8 del 1 marzo 2012, quindi tre anni prima della legge regionale».

«Anche riguardo la richiesta dell’abbattimento della struttura provvisoria — chiosa piazza Resistenza — mancano le basi giuridiche: la struttura, infatti, non rientra affatto nella categoria delle “opere precarie” o “temporanee”. La legge nazionale prescrive infatti che le strutture temporanee possano essere realizzate senza alcuna autorizzazione comunale, mentre nel caso in questione la struttura è stata regolarmente autorizzata dal comune».

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