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Martedì, 30 Novembre 2021
Sesto San Giovanni Sesto San Giovanni / Via Camillo Benso Cavour

Le lapidi della resistenza su Wikipedia

Il progetto Sestopedia di wikisource, orientato allo sviluppo culturale di Sesto San Giovanni, muove i primi passi

Le lapidi della resistenza di Sesto San Giovanni sul sito Wikisource.org come parte del più generale progetto Sestopedia, l’enciclopedia della città su Wikipedia.

E’ il risultato di un lavoro collettivo di volontari che, basandosi sul lavoro di ricerca storica del presidente Aned di Sesto San Giovanni-Monza Giuseppe Valota, poi confluito nel libro Streikertransport, hanno mappato e digitalizzato le circa trenta lapidi cittadine e stanno procedendo ora con la pubblicazione su wikisource.org/wiki/Le_lapidi_di_Sesto_San_Giovanni.

Ogni pagina ospita la fotografia della lapide con i nomi e una breve biografia delle persone qui ricordate. Inoltre, ogni lapide censita sarà dotata di un QRcode che, fotografato da un telefono cellulare o da un tablet, rimanderà automaticamente alla pagina digitale della lapide. 

La prima lapide interessata è quella di via Cavour 14 dedicata a don Enrico Mapelli. Seguiranno, nel 2014, quelle di Gilberto Levi in piazza IV novembre, di Celeste Bolognesi, Arduino Boscolo, Empidonio Chendi, Severino Fratus, Vito Antonio La Fratta, Antonio Mancin, Luciano Morganti, Giovanni Tamagni in via Breda, di Giacomo De Zorzi e Alberto Savi in via Fiorani e di Domenico Fiorani in via Cavallotti.

Il lavoro di pubblicazione terminerà poi il 24 aprile 2015, in occasione delle celebrazioni del settantesimo anniversario della Liberazione.

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