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La casa "rosa" di via Trento a Sesto San Giovanni

La casa "rosa" di via Trento a Sesto San Giovanni

Di Stefano: “La casa rosa in via Trento è piena di criminalità”

Il consigliere di Sesto San Giovanni di Forza Italia, denuncia la situazione dello stabile della zona Restellone. A suo parere uno dei peggiori palazzi della città

"La casa Rosa di via Trento a Sesto San Giovanni rappresenta l'esempio più chiaro del flop dell'integrazione voluta dalla sinistra locale". Sono queste le dure parole di Roberto Di Stefano capogruppo di Forza Italia a Sesto San Giovanni in merito alla struttura in zona Restellone.

Recentemente, il consigliere, ha fatto un sopralluogo nel cortile dello stabile e alcuni inquilini lo hanno intimato di andarsene. "La situazione - ha dichiarato  Di Stefano - è disastrosa: abusi, criminalità, spaccio, zero regole".

"Non appena ci si avvicina al cortile interno - continua il rappresentante di Forza Italia - ci si rende conto che qui comandano delinquenti di varie etnie, con l'arroganza di chi si sente impunito. Lo stabile è profondamente degradato e le occupazioni abusive si susseguono, le scale sono coperte da muffe, le infiltrazioni pregiudicano l'edificio. La deriva della via è sotto gli occhi di tutti: appartamenti frazionati e affittati in nero, occupazioni abusive, immigrati che vivono in pochi metri quadrati, smercio di roba illegale sulle scale".

Roberto Di Stefano ho provveduto, quindi, a presentare una dettagliata interrogazione al sindaco per richiedere l’uscita di ispettori ASL al fine di certificare la normativa igienico sanitaria dei 32 appartamenti; l’agibilità degli stessi valutata dai tecnici comunali; una quantificazione delle tasse locali arretrate non pagate dei proprietari (Imu, Tari, tasi) e la messa in sicurezza della colonnina dell’elettricità alla quale gli occupanti si collegano abusivamente.

"Recentemente - conclude Di Stefano - il sindaco si è vantato del modello di inclusione e integrazione della città di Sesto. Sarebbe interessante chiedergli se Via Trento è l'immagine positiva del laboratorio multietnico tanto amato dall'amministrazione di sinistra. La verità è che servirebbe un controllo adeguato delle condizioni dello stabile o un’ordinanza di esproprio per motivi di sicurezza collegato a interventi mirati sulle situazioni di illegalità nell'area. Anche perchè, purtroppo, gli episodi di criminalità sono una costante. Ci vuole meno ideologia e più pragmatismo, non può essere questa la Sesto che meritano i cittadini".

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