Vigentino Via Giuseppe Ripamonti

Rapina a mano armata in sala slot, poi la fuga in auto e l'arresto

I malviventi sono scappati prima in scooter e poi in auto. Intercettati da una volante, hanno accelerato e, alla fine, trascinato un poliziotto che si era aggrappato alla portiera

L'immagine della rapina

Uno era sottoposto alla sorveglianza speciale, il complice all'affidamento terapeutico: insieme hanno rapinato una sala slot di via Ripamonti, armati di pistola e a volto coperto, portando via circa tremila euro. Il piano era preparato nei dettagli: i due malviventi hanno raggiunto con uno scooter (rubato) la sala slot, poi si sono allontanati a bordo dello stesso scooter, per abbandonarlo in via Barletta e salire su un'auto appositamente parcheggiata in precedenza.

Li ha "traditi" la folle corsa in auto lungo via Quaranta: una volante del Commissariato Scalo Romana li ha notati e si è messa all'inseguimento, che è proseguito per vari minuti in direzione Marco d'Agrate e poi lungo via San Dionigi, dove i due fuggitivi non hanno rispettato un "rosso".

All'incrocio successivo l'auto in fuga è rimasta bloccata in mezzo al traffico. Così uno dei due è sceso dall'auto e ha provato a proseguire la fuga a piedi, cercando di impugnare una pistola che teneva all'altezza della cintura. Un agente lo ha però bloccato sul posto. Nel frattempo un altro poliziotto si è avvicinato all'auto, ferma all'incrocio, e ha fatto per aprire la portiera, ma l'uomo al volante è riuscito a ripartire a razzo, trascinando l'agente per alcuni metri. 

Alla fine però anche l'auto è stata bloccata. I poliziotti hanno trovato, all'interno, una pistola semiautomatica con matricola abrasa, due buste con tremila euro in banconote e monete, due caschi da motociclista e alcuni capi d'abbigliamento. Le successive analisi dei filmati di sorveglianza in prossimità della sala slot hanno mostrato che si trattava proprio dei rapinatori. Così i due sono stati arrestati: si tratta di due italiani, C.M. (34enne) e P.C. (39enne). Entrambi sono risultati pregiudicati: il più giovane è quello che era sottoposto alla sorveglianza speciale, l'altro all'affidamento terapeutico.

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