Coronavirus, la "strage dei nonni" al Pio Albergo Trivulzio: sono già 200 i pazienti morti

Diciassette pazienti arrivati dall’ospedale di Sesto, potrebbe essere quello l'inizio della catena dei contagi. Tra i malati anche 250 operatori sanitari. Parla la sindacalista

Repertorio

Diciassette pazienti sospetti dimessi dall’ospedale di Sesto San Giovanni e ricoverati al Pio Albergo Trivulzio di Milano poco prima della metà di marzo.

La strage dei nonni alla Baggina

Potrebbe essere stata questa la causa della cosiddetta “strage dei nonni” che si è registrata alla Baggina, la più grande casa di riposo del capoluogo lombardo, tra gli ultimi giorni di marzo e i primi di aprile. A sospettarlo è Rossella Delcuratolo, la sindacalista della Cisl che aveva denunciato come a infemieri e operatori del Trivulzio fosse vietato l’uso di mascherine e altri dispositivi di protezione per non spaventare i pazienti.

L'arrivo sospetto di 17 pazienti dall'ospedale

“Intorno al 13 marzo – racconta la sindacalista ad Askanews – sono arrivati dall’ospedale di Sesto San Giovanni 17 pazienti. Oggi soltanto 7 di loro sono rimasti in vita. I vertici del Pat (Pio Albergo Trivulzio) ci hanno detto che non erano malati di Covid. Ma è impossibile saperlo con certezza, dato che a nessuno di loro è stato mai fatto il test del tampone. All’inizio erano tutti ricoverati in uno stesso reparto. Dopo che si sono ammalati medico e caposala, così hanno deciso di smistarli in altri reparti insieme ad altri pazienti”.

Non si sa ancora se la scelta di accogliere pazienti già dimessi da un ospedale abbia fatto da detonatore al contagio poi esploso all’interno della storica casa di riposo milanese. Di certo, se fino ad allora il numero di decessi era rimasto sostanzialmente in linea con la media degli anni precedenti, poi il loro numero si è impennato.

Oltre 200 morti tra gli ospiti del Pio Albergo Trivulzio

“Ad oggi – spiega ancora Rossella Delcuratorolo – sono oltre 200 i decessi registrati tra gli ospiti del Pat, 5 nelle ultime 24 ore”. Un boom di morti sospette che ha portato la procura di Milano ad avviare un’inchiesta che ha coinvolto direttamente il direttore generale del Trivulzio, Giuseppe Calicchio, ora indagato per epidemia colposa e omicidio colposo. E ora, complice l’intervento della magistratura, la situazione sta migliorando: “Fortunatamente – chiarisce la sindacalista – stanno cominciando a portare i malati in ospedale. La casa di riposo non è un luogo adatto per i malati Covid. Adesso, man mano che la gente si ammala, viene portata in pronto soccorso”.

Coinvolto anche il personale sanitario: 250 malati di Covid

L’ondata di contagi che ha travolto il Trivulzio non si è abbattuta soltanto sugli ospiti, ma ha travolto anche il personale sanitario: “Su circa 1000 dipendenti del Pat – evidenzia ancora Delcuratolo – sono circa 250 quelli malati di Covid. Più o meno 1 su 4. Alcuni sono positivi, altri presentano sintomi ma sono in attesa del tampone che, secondo la normativa, andrebbe fatto subito. Ma così non è stato”.

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